I divieti sui trasporti sbagliano direzione – Rubrica Ruote d’Italia del 06 dicembre

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16 Dicembre 2008

Sembra una moda contagiosa quella che colpisce certi pseudo esperti dei quali il nostro Paese risulta, ahinoi, ricco. L’esercizio preferito pare essere quello di ipotizzare soluzioni non funzionali ai problemi e sostenere idee strampalate, introducendo divieti e ostacoli al “fare”. Una riprova ? la proposta presentata dai rappresentanti della Consulta per la sicurezza e la qualit? del servizio autostradale alla Commissione trasporti della Camera che hanno pensato di proporre l’estensione dei divieti di circolazione dei mezzi pesanti anche nei venerd? sera, per favorire la sicurezza, ridurre il numero dei possibili incidenti e rendere la mobilit? pi? fluida. Questa fantastica idea, contrabbandata come la miglior risposta alla domanda di sicurezza, come obiettivo serio e condiviso, ha trovato per? la contrariet?, esplicita, dell’onorevole Sandro Biasotti il quale ha documentato alcune delle conseguenze che l’ipotesi, se realizzata, potrebbe innescare. Fai Conftrasporto, particolarmente attenta all’argomento, non pu? non sottolineare come sul delicato tema della sicurezza non si possa ricorrere a strumentalizzazioni foriere solo di illusioni. I presupposti della proposta di nuovi divieti sono per noi errati. Gli incidenti che vedono coinvolti i cosiddetti “Tir” sono in riduzione e i dati dimostrano che la gran parte di quelli funesti si verificano in giornate e zone dove i mezzi pesanti non sono prevalenti. A un modesto osservatore non dovrebbe sfuggire che, se si riducono le giornate di circolazione degli automezzi (i quali non si muovono per diporto ma perch? funzionali al sistema produttivo e per assicurare i rifornimenti ai cittadini) si aumenta inevitabilmente il numero di mezzi in circolazione nei giorni “non vietati”, con un sensibile aumento del traffico. E dovrebbe apparire del tutto fuori luogo la teoria secondo cui le merci, anche quelle deperibili, possano essere conservate pi? giorni. Mai sentito parlare della consegna delle merci in tempo reale, sulla quale si regge l’intera economia mondiale? Infine si rasenta il ridicolo quando si sostiene che i conducenti dei mezzi pesanti per ridurre l’attrito e consumare meno gasolio “farebbero ricorso al cosiddetto trenino”, dimenticandosi che sono proprio i divieti di sorpasso introdotti da taluni enti concessionari a determinare questo effetto. In un momento nel quale tutti condividono la necessit? di aumentare la competitivit? del sistema di produzione, di cui il trasporto ? parte essenziale, non si sentiva la necessit? di proposte che vanno in direzione opposta alle richieste della stessa Confindustria, che sottolineano la necessit? di favorire competitivit? e produzione. E forse Confindustria farebbe bene ad alzare la voce nel sottolineare come i nuovi divieti viaggino esattamente nella direzione opposta, penalizzando la reale capacit? del nostro Paese di essere competitivo. I dati che Bruno Dardani ha commentato su Libero Mercato, mercoled? 3 dicembre, documentano il forte calo del traffico container. Le uniche soluzioni sono una miglior fluidit? e un logistica efficiente: l’esatto contrario di quanto si produrrebbe se le tesi dei lungimiranti esperti fossero accolte in nome di una maggior sicurezza. “Primum vivere; deinde…”. Il Paese necessita di misure concrete, chiare, elaborate da autentici esperti, che consentano di non perdere nuove opportunit?. E non di filosofi che si perdono in chiacchiere e proposte funzionali a dimostrare solo l’utilit? della loro esistenza.