

Concordo con quanto giustamente sostenuto da don Chino Pezzoli su Libero di gioved? 24 luglio, relativamente all’obbligo di sottoporre tutti coloro che chiedono di poter ottenere la patente al test antidroga e antialcolismo. Sono convinto che anche nel nostro Paese primo o poi si dovr? arrivare a dare attuazione al principio semplice, gi? applicato in altri Paesi con successo, della tolleranza zero. O bevi o guidi. O ti droghi o guidi. Sono due slogan che devono entrare a far parte dell’agire comune anche di noi italiani. E’ questo il principio pi? giusto in quanto interviene in modo diretto sul soggetto che commette il fatto, lo responsabilizza e non coinvolge persone estranee, applicando loro una sorta di responsabilit? oggettiva. La Fai Conftrasporto ? stata tra le promotrici della sanzione che gi? dal 2003 introdusse la previsione che al conducente di un mezzo pesante fosse comminata, come sanzione, la revoca del titolo di guida, se trovato alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, pertanto non potrebbe che essere favorevole all’estensione di tale trattamento a tutti coloro che, trovati positivi ai testi, procurino lesioni gravi o decessi. Sono stato contrario all’introduzione di norme, come quella di vietare la vendita nelle sole discoteche dopo le due di notte di bevande alcoliche, che all’apparenza erano severe ma in realt? ricordavano molto le ?grida manzoniane?, in quanto facilmente aggirabili. Da parlamentare ho collocato al primo posto norme che producessero effetti reali a favore della tutela della cultura della vita. Purtroppo nella passata legislatura la maggioranza ha preferito scegliere la strada del ?buonismo? e ha sempre avversato interventi coerenti e severi. Cos? sono state bocciate proposte emendative che rendevano obbligatorio, dopo un incidente con feriti o decessi, la dimostrazione che il soggetto alla guida non fosse consumatore di sostanze stupefacenti o alcolizzato. Ovviamente la dimostrazione, a spese dell’interessato, doveva essere certificata da esami sostenuti presso le autorit? sanitarie pubbliche e il rifiuto avrebbe dovuto essere considerato una palese dimostrazione di appartenenza alle categorie suddette, con le erogazioni delle stesse sanzioni. La maggioranza non concord? su tali emendamenti e la chiusura anticipata della legislatura imped? la possibilit? di introdurre tali modifiche. Per tali ragioni, dunque, Fai Conftrasporto non pu? che sostenere le iniziative di Don Pezzoli e del sottosegretario Giovanardi tendenti a ottenere l’obbligatoriet? del test per le categorie a rischio. Se tale verifica fosse resa obbligatoria anche in occasione del rinnovo della carta del conducente, si realizzerebbe una rete di protezione in grado realmente di evitare che tossicodipendenze o soggetti dediti al consumo di sostanze alcoliche possano esercitare professionalmente l’attivit? di conducente. La nostra organizzazione ? pronta a sostenere una simile iniziativa affiancandosi a tutti coloro che intendano portare avanti una battaglia di civilt?, purch? avente la caratteristica dell’universalit?. La difesa della vita deve vedere impegnata tutta la societ? ma, essendo un valore condiviso, dovr? essere evitata ogni forma di discriminazione. Mettersi alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza significa mettere in atto un comportamento che mette in pericolo la vita e la sicurezza degli altri e questo Paese serio non lo pu? consentire, sia che tali sostanze siano assunte per sopportare le fatiche lavorative, sia per seguire l’aberrante cultura dello sballo.