
Unatras abbandona il confronto
7 Novembre 2008
Comuncazione del Presidente
11 Novembre 2008Ho preso in prestito, capovolgendolo, il titolo di un libro di successo di Antony de Mello, per commentare l’ennesima capriola di un dirigente sindacale del settore, conosciuto pi? per le sue stravaganti teorie che per i risultati conseguiti.
In una dichiarazione, stampa rilasciata a commento della decisione delle associazioni che fanno capo all’Unatras di non proseguire l’incontro con il ministro Matteoli tenutosi nei giorni scorsi, il nostro ?aquilotto? non ha trovato nulla di meglio che criticare pesantemente, senza conoscerne le ragioni, la ?decisione irresponsabile dell’Unatras? di abbandonare il tavolo di confronto.
Un caso di rinsavimento adulto, un ritrovato senso di rispetto nelle istituzioni o un chiaro tentativo di ?captatio benvolentiae? per essere ammesso alla sempre pi? ristretta cerchia degli amici fedeli di chi che ? molto bisognoso di ampliare il sempre pi? scarso consenso che raccoglie.
Le ragioni dell’Unatras non sono certo contro qualcuno ma discendono dall’intesa sottoscritta, condivisa da tutte le organizzazioni soprattutto nella parte normativa, che prevede l’individuazione dei parametri che afferiscono alla sicurezza stradale. Al fine di un confronto su tali punti l’Unatras e il movimento cooperativo, avevano richiesto al ministro un incontro informale a loro limitato.
La riunione convocata, aperta anche quelle realt? che non condividono tale posizione, ha reso superfluo il proseguimento del confronto e ha indotto la dirigenza presente, anche per rispetto nei confronti del ministro e delle organizzazioni , a lasciare la riunione. Questo modo comportamentale non ? stato compreso evidentemente al critico che nel passato spesso assumeva dei comportamenti pretestuosi e ambigui nel corso di trattative.
Ben ricordiamo i tempi nei quali la nostra ?aquila? abbandonava sdegnosamente le riunioni di palazzo Chigi in quanto non riscontrava nelle intese che si raggiungevano il soddisfacimento delle sue idee o quando, cavalcando il malcontento, in riunioni cercava ogni occasione utile a determinare momenti di tensione nel Paese. Incurante del senso di responsabilit? coinvolgeva svariati piccoli imprenditori o padri di famiglia in avventure dalle quali sarebbero usciti peggio di quando ne erano entrati per seguire l’improvvido leader.
Oggi troviamo un dirigente sindacale pi? maturo. Non rivendica pi? la responsabilit? oggettiva; l’obbligatoriet? del contratto scritto; la tracciabilit? delle operazioni di trasporto. Gli ? rimasta la stessa coerenza: dopo aver contestato il protocollo di intesa definito non adeguato alle esigenze degli operatori e criticato le modifiche alla legge n 133 apportate dal Parlamento sulla parte normativa, oggi accusa l’Unatras di essere irresponsabile perch? proprio su quei punti ha assunto una posizione rigida.
Naturalmente sulle varie piazze d’Italia si presenta come il novello fustigatore dei dirigenti delle associazioni storiche, dimenticandosi che ? proprio grazie ai risultati da queste ottenute nel passato se riesce a tenere in piedi una organizzazione e raggruppare qualche scontento ai quali promette un futuro migliore.
Come spesso succede non si sta rendendo conto che, seguendo le interessate lusinghe di chi oggi gli si mostra amico per convenienza, finir? come un pollo in pentola. Non sar? facile spiegare a quei pochi imprenditori, ai quali ha promesso la soluzione dei loro tanti problemi, che oggi quando si ritrova negli incontri al ministero assume comportamenti sempre pi? da servo sciocco che da leader del nuovo movimento che sostiene con forza le ragioni dei suoi associati
La resa dei conti non sar? facile anche perch? prima o poi quelli che gli hanno dato credito, tranne coloro che hanno trovato ritorni positivi sulle spalle degli altri, non potranno che rendersi conto di aver scambiato ahim? un pollo da allevamento per un aquila imperiale.


