
Attenzione – Manifestazioni, TIR lumaca e blocchi sul territorio francese
18 Giugno 2008
E ora rimbocchiamoci le maniche
18 Giugno 2008L’autotrasporto europeo ? in fibrillazione in queste settimane. Le notizie che provengono dai diversi Paesi raccontano di manifestazioni e iniziative che hanno messo in notevole difficolt? le economie dei Paesi coinvolti.
Elemento scatenante il caro gasolio che ha reso definitivamente insostenibili le condizioni delle imprese a livello economico-operativo.
Le soluzioni che si sono raggiunte o si stanno raggiungendo dimostrano come molti problematiche siano comuni e dimostrano che l’impostazione che le associazioni italiane hanno voluto dare alla vertenza, aperta con il nostro Esecutivo, sia adeguata alle difficolt? in atto.
Esistono problemi d’emergenza che vanno affrontati e risolti con risposte di emergenza; vi sono problemi strutturali che vanno impostati e risolti con tempi pi? lunghi.
L’incontro con il ministro Matteoli, al quale dobbiamo riconoscere l’interessamento, ha fornito insieme a risposte interlocutorie la chiara sensazione che esista all’interno della delegazione del Governo una pericolosa convinzione che la questione in essere possa essere risolta con interventi poco incisivi e con impegni a posteriori. Quanto successo nei giorni successivi con il tentativo di ?vendere? interventi, riconducibili alla semplice prassi amministrativa o alla restituzione di quanto gi? concesso e poco opportunamente sottratto, come risolutivi per le imprese ne ? una conferma.
Per questo su ?Libero? le associazioni hanno voluto, con una lettera aperta indirizzata al ministro Matteoli, richiamare le questioni urgenti e congiunturali e sottolineare che la necessit? di assumere comportamenti rispettosi dei rispettivi ruoli sia indispensabile
Il Governo non pu?, per tutte le questioni sottoposte, rinviare a decisioni successive. Vi sono delle richieste che necessitano di preventive autorizzazioni comunitarie ma altre che richiedono solo la volont? a realizzarle.
Le soluzioni che provengono da altri Paesi europei inducono i nostri operatori sempre pi? a dare per realizzabili provvedimenti in grado di risolvere molti degli aspetti evidenziati. La domanda che si pongono ? infatti :?perch? noi no??
I tempi si accorciano, le soluzioni divengono pi? difficile da individuare e i rischi che parta l’azione di fermo dai contorni difficilmente intuibili sono molto elevati. Ogni giorno che passa le aspettative si alimentano e questo non ? propedeutico alla ricerca di soluzioni sostenibili delle quali tutte le parti hanno bisogno.
Appelli a posteriori non potranno essere accolti. Nessuno ? in grado di assicurare il controllo di quanto potr? succedere. Quanto verificatosi nel dicembre scorso ha chiaramente dimostrato come e a chi rispondono la quasi totalit? degli operatori del settore. Un errore di valutazione sarebbe colpevole e grave.
La settimana ? trascorsa senza che il tavolo tecnico si sia costituito e senza che alcun cenno di interessamento sia venuto neppure dalla Consulta che avrebbe pur sempre il dovere di tentare di prevenire i conflitti.
Attendiamo la prossima settimana ma il nostro ottimismo della ragione comincia a vacillare.
Cordiali saluti.
Il Presidente Paolo Ugg?


