
Il coraggio della speranza
22 Aprile 2008
Che fine ha fatto il patto per la logistica?
22 Aprile 2008Le scelte per i trasporti, una esigenza per l’economia
Il Comitato di Presidenza della Conftrasporto ha approvato, nella giornata di mercoled? 19 marzo ’08, il documento nel quale vengono evidenziate quelle che sono, a giudizio della Confederazione, le scelte primarie per una politica dei trasporti, utili a ridare competitivit? all’economia del Paese, e vengono individuati i venti primi interventi urgenti che il nuovo Esecutivo di Governo sar? chiamato a dover esaminare dopo l’insediamento.
Viene, quindi, qui di seguito, pubblicato il contenuto del documento approvato, nella ricerca della pi? ampia attenzione e condivisione dei temi e degli obiettivi individuati da parte degli operatori del settore, anche per favorire la pi? ampia diffusione da parte degli organi di informazione.
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Per una politica della logistica e dei trasporti terrestri
La politica dei trasporti e della logistica ha bisogno di essere reimpostata sul piano strategico e concettuale. Fondamentale riuscire a far crescere la consapevolezza: che prima si devono effettuare le scelte sulla politica dei trasporti, poi si individuano gli strumenti per attuarla. Le infrastrutture sono indispensabili ma servono per realizzare gli obiettivi gi? definiti in modo chiaro e raggiungibile.
I fattori chiave delle politiche di intervento sono:
– sicurezza e mobilit?;
– infrastrutture;
– regole e mercato;
– modalit? alternative
Il recupero del deficit infrastrutturale, ? la condizione necessaria per ridare competitivit? al nostro sistema economico. Garantire una rete di trasporti pi? efficiente significa migliorare la sicurezza, ridurre il costo orario, ottimizzare la gestione della logistica e creare cos? i presupposti di nuovi investimenti nel Paese.
L’accessibilit? di tutto il territorio nazionale, penalizzata da fattori di impedenza, peggiora notevolmente la mobilit? con un aumento dei tempi di percorrenza che rappresentano costi elevatissimi al Paese, (tra viaggiatori e merci circa 100 miliardi all’anno).
In questo quadro di vera emergenza due sono i temi fondamentali: l’attraversamento dei valichi alpini e la portualit?. La questione dei valichi alpini va posta all’attenzione dell’Europa, unitamente alla questione della portualit?. Solo una portualit? fluida pu? consentire al Paese di divenire realmente la vera piattaforma logistica europea, proiettata nel Mediterraneo, in grado di intercettare gli scambi provenienti dal lontano Est, gestire la manipolazione delle merci, e creare cos? nuove opportunit? di lavoro.
Le politiche per il trasporto devono allora essere coordinate all’interno di un quadro che, attraverso una visione organica e specifica, realizzi i seguenti obiettivi:
– rendere pi? fluido il traffico sulle reti stradali;
– alleggerire la mobilit? delle grandi aree urbane;
– riequilibrare il sistema modale, ferro-mare, sulle grandi direttrici, in particolare per il traffico merci;
– riorganizzare la portualit? e la retroportualit? e l’aeroportualit?;
– mettere in sicurezza i sistemi;
– migliorare il differenziale negativo nei confronti degli altri Paesi in termini di competitivit?;
– migliorare la liberalizzazione regolata del trasporto merci via strada, definendo altres? norme – per le nuove figure che si stanno consolidando nell’attivit? di logistica;
– garantire attraverso controlli mirati una maggiore sicurezza sulle strade per i cittadini.
Un punto di riferimento importante non possono che essere i contenuti del Piano della Logistica, approvato dal Cipe nel marzo 2006 e condiviso dalle principali rappresentanze economico-sociali, del quale vanno ripresi gli obiettivi e le indicazioni.
Con questa impostazione, sul piano operativo occorre implementare gli interventi che razionalizzino il traffico stradale, modalit? oggi prevalente. Le teorie che tendono a penalizzarne l’operativit?, in assenza di altre modalit? funzionali, finiscono solo per aggravare le condizioni esistenti, incrementare i costi delle imprese, peggiorare le condizioni di sicurezza. Ci? che ? necessario ? quindi un’azione che, in attesa che si sviluppino le modalit? alternative, promuova interventi che rendano pi? rispondenti alle esigenze del sistema produttivo l’unica modalit? in grado di assicurare lo spostamento delle merci. Parallelamente si dovr? rapidamente puntare a realizzare: una rete di terminal ferroviari su tutto il territorio nazionale, con standard operativi capaci di rendere competitiva la intermodalit? rispetto al tutto strada; una rete di porti che per specifica vocazione sia capace di migliorare il livello di servizio e di specializzazione del trasporto via mare, le cos? dette autostrade del mare, un sistema di feederaggio rispetto ai porti individuati per i traffici intercontinentali; potenziamento e bonifica delle aree retroportuali e aeroportuali ed il loro potenziamento con le infrastrutture ferroviarie e stradali.
Le politiche di intervento dei prossimi cinque anni vanno attuate con fermezza e senza dilazioni nei tempi, avendo la capacit? di ?creare? un rapporto tra Governo Centrale e Regioni, capace di definire e sostenere un’azione programmatica a scala locale e una capacit? di governo a livello centrale, accompagnata da una certezza delle risorse disponibili e regole certe su livelli di competenza. Pur nel rispetto delle competenze degli Enti territoriali ? necessario far comprendere che ogni decisione sul territorio deve essere inserita nel disegno di carattere generale di una politica dei trasporti funzionale allo sviluppo. Non possiamo pensare di competere mantenendo la logica dei divieti solo per compiacere qualche esigenza, pur se legittima, ma locale.
Sul piano istituzionale ? necessario potenziare gli organismi capaci di perseguire il disegno strategico ed operativo di potenziamento delle reti e dei servizi a scala nazionale e regionale.
Il dicastero dei trasporti e delle infrastrutture deve divenire il soggetto regolatore del sistema, realizzando finalmente l’autorit? della mobilit?.
La Consulta Generale dell’Autotrasporto e della Logistica dovr? invece ritornare ad essere l’organismo deputato, di intesa con le regioni e delle altre Amministrazioni, di cui all’art. 2 comma 2 della Legge 109/94, a programmare, per le piattaforme logistiche cos? come definite dal Piano della Logistica, gli interventi sulla base di intese istituzionali con le Regioni appartenenti alle singole macro-aree. (di particolare importanza la grande area logistica che si pu? realizzare nella Pianura Padana, collegata al Corridoio 5).
La Consulta dovr? inoltre recuperare il ruolo inizialmente attribuitole di composizione dei conflitti, all’interno della quale le parti economiche, istituzionali e di rappresentanza, coinvolte nei processi di mobilit?, possano confrontarsi sui temi di loro competenza, anche per evitare l’insorgere di momenti di conflittualit?.
In una logica di mercato aperto e concorrenziale, sono da migliorare le disposizioni previste dal dlgs 286/2005, attraverso l’esercizio della Legge Delega 32, prorogata al 31 dicembre 2008, ma nel contempo ? indispensabile avviare un’azione mirata di controllo che assicuri l’effettivo rispetto delle regole che devono disciplinare il mercato. I controlli sono la condizione indispensabile per assicurare per garantire che le operazioni di trasporto avvengano nel rispetto delle norme sulla sicurezza sociale e della circolazione stradale. Un apposito corpo dedicato produrrebbe maggior sicurezza e non comporterebbe aggravi per lo Stato.
E’ da rivedere e rendere pi? semplice infine il dispositivo normativo che oggi regola gli incentivi per le autostrade del mare. Sempre su questo fronte, per aumentare le quote di traffico trasportate via mare, bisogna adottare misure che aumentino la concorrenza nell’offerta armatoriale e individuare una rete di porti sul territorio nazionale che siano esclusivamente dedicate alle linee dello short sea shipping.
E’ necessario infine abbandonare la logica degli interventi finanziari ?a pioggia? per concentrarsi invece su un piano di misure che sostenga la crescita dimensionale e qualitativa delle aziende dell’autotrasporto merci, seguendo le linee di sviluppo, gi? tracciate dal piano nazionale della logistica. Cos? come adoperarsi affinch? il trasporto in conto terzi, meglio organizzato e in grado di ridurre i trasporti a vuoto, si sostituisca al trasporto in conto proprio, per ridurre il costo e la congestione sempre pi? evidente.
Alla luce dell’ultima modifica approvata con l’attuale legge finanziaria vanno riviste e razionalizzate, assumendo a riferimento gli orientamenti comunitari e i parametri di sicurezza, le regole per l’accesso al mercato dell’autotrasporto. Il Parlamento europeo ha avanzato una proposta di regolamento per le nuove condizioni di esercizio della professione; il nostro Paese deve impegnarsi per far s? che, nell’interesse dei cittadini, non venga abbassato il livello di qualit? e professionalit? che viene assicurato dall’attuale normativa.
Roma, 19 marzo 2008
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VENTI PUNTI PER IL TRASPORTO MERCI
Si riportano per titoli i temi che il mondo dell’autotrasporto sottoporr? al nuovo Esecutivo e che saranno oggetto di confronto con il prossimo Ministro dei trasporti:
– Ricostituzione immediata della Consulta per l’autotrasporto e la logistica e dei suoi organismi operativi previsti, da oltre due anni, dal D.Lgv. 284/05;
– Rinnovo del Comitato Centrale per l’albo nazionale degli autotrasportatori ? che sta continuando ad operare in regime di prorogatio dal 2004 – con emanazione dei provvedimenti per la sua organizzazione e funzionamento previsti dal D.Lgv. 284/05;
– Completamento della riforma per la liberalizzazione regolata dell’autotrasporto, con le correzioni ed integrazioni apportabili in base al proroga della legge delega 32/2005 sino al 31 dicembre 2008 (parametri di riferimento per assicurare il rispetto delle norme sulla sicurezza stradale e sociale, evitando pratiche di dumping; data certa ai contratti in forma scritta o alla restante documentazione, documento attestante la propriet? delle merci; applicazione del sequestro della merce e la sua successiva confisca anche al contro proprio; prezzo del gasolio in fattura);
– Definizione iniziative per allineare i costi sostenuti dalle imprese italiane a quelli europei;
– Gasolio:
a) identificazione di un sistema per il recupero degli incrementi del costo del gasolio;
b) intervento in sede comunitaria per l’autorizzazione al recupero dell’incremento (circa 0,7 centesimi di euro/litro) deciso attraverso il D.Lgv. 26/2007;
c) riproposizione della questione sul gasolio professionale in sede comunitaria;
– Emanazione provvedimenti amministrativi atti a rendere concretamente operative le norme sui tempi di pagamento, indicate con D. Lgv. 9 ottobre 2002, n. 231;
– Conclusione definitiva del contenzioso sulla restituzione del bonus fiscale 1992/1994;
– Attuazione di un valido sistema dei controlli, con una pattuglia dedicata per ogni provincia italiana ed un numero minimo di 10 controlli al giorno, come previsto nel protocollo d’intesa del febbraio 2007;
– Emanazione immediata del Decreto attuativo del DPR 273/2007 per agevolare l’acquisizione di autoveicoli ?Euro 5? (70 milioni di euro del fondo autotrasporto 2007);
– Approvazione del DPR per utilizzo del residuo del fondo autotrasporto anno 2007, pari a 116 milioni di euro;
– Rimodulazione della procedura, ai fini della rapida definizione delle domande per il contributo sulle autostrade del mare;
– Emanazione, in tempi stretti, dei provvedimenti previsti dalla finanziaria 2008, per la riattivazione dell’incentivo a favore del combinato ferroviario, e previsione di ulteriori stanziamenti;
– Definizione, in sede comunitaria, del danno economico subito dai vettori italiani per l’attraversamento dell’arco alpino, come previsto dal protocollo d’intesa del settembre 2002;
– Riesame della normativa sull’accesso alla professione di autotrasportatore;
– Orario di lavoro: semplificazione burocratica per gli adempimenti previsti nello specifico registro;
– Codice della strada: previsione, ai fini di una maggior sicurezza stradale, di un apparato sanzionatorio, adeguato alla gravit? dell’infrazione commessa in materia di tempi di guida e di riposo, della possibilit? di sanzionare in Italia le infrazioni commesse all’estero della suddetta normativa, con particolare riferimento al potenziamento dei controlli sul sovraccarico e abusivismo;
– Sostegno per una rapida approvazione dei nuovi regolamenti comunitari in materia di trasporti internazionali e limiti al cabotaggio, nonch? sulle condizioni di esercizio dell’attivit? di autotrasportatore;
– Revisione dello specifico studio di settore TG68U;
– Emanazione di un provvedimento che escluda le imprese non in regola con le normative fiscali, previdenziali, in materia di sicurezza sociale e di circolazione stradale dalle agevolazioni previste per il settore;
– Valorizzare l’esigenza di formazione, ipotizzando anche incentivi per coloro che ne sostengono i costi.
Roma, l? 19 marzo 2008


