
Strade a rischio da lunedì 10 dicembre 07
9 Gennaio 2008
Russo (Conftrasporto): ” Convocazioni fuori tempo massimo non fermano la protesta”
9 Gennaio 2008La notizia della convocazione, tardiva e ininfluente, (vedi comunicato stampa) dimostra, se ancora ne avessimo avuto la necessità, che abbiamo a che fare con un avversario agguerrito e deciso a vincere una battaglia per continuare ad umiliare centinaia di migliaia di operatori.
I passaggi della vicenda
Le associazioni Fita e Confartigianato annunciano all’inizio di novembre l’intenzione di riaprire una fase vertenziale con il Governo che non ha neppure rispettato le intese sottoscritte il 7 febbraio u.s.
Il Governo non risponde.
Le critiche vengono successivamente condivise dalle federazioni di Conftrasporto e del mondo della cooperazione.
Il Ministro fa convocare una riunione, a livello tecnico, presso il ministero.
Nessun incontro si effettua, anche perché le soluzioni da trovare sono di natura politica e non tecnica e le risposte possono solo giungere, come avvenuto nel passato, al più elevato livello politico.
La federazioni di Conftrasporto annunciano, viste le richieste e sentita la propria realtà associativa, la decisione di condividere le ragioni dell’iniziativa.
Il 27 novembre vengono presentate alle Camere interrogazioni per chiedere al governo che intenzioni abbia rispetto alla protesta annunciata e alle richieste avanzate.
Nessuna risposta del ministro.
Siamo in grado di dimostrare che, in tempo utile, vi è stato anche un contatto informale con la Presidenza del Consiglio ma la risposta fornita ha dimostrato supponenza e poca conoscenza della realtà.
Il fermo, dopo il 4 dicembre, diventa inevitabile e le adesioni all’iniziativa si annunciano numerose.
Il 6 dicembre il ministro Bianchi indirizza una lettera generica ai presidenti delle federazioni dell’autotrasporto.
Il 7 dicembre la condivisione del fermo aumenta e, con le numerose assemblee convocate per il fine settimana si ipotizzano nuove convinte adesioni.
Sempre in pari data arriva la convocazione per il martedì successivo, 11 dicembre, avente per oggetto il proseguimento del confronto sui provvedimenti a favore delle aziende del settore.
LE NOSTRE OSSERVAZIONI
Il governo al solo scopo di dimostrare attenzione al settore, ha solo compiuto il miserevole tentativo di scaricare le proprie colpe su di noi nei confronti dell’opinione pubblica.
Il messaggio semplice che si intende far passare è infatti il seguente: il governo responsabilmente li ha convocati e loro si sono rifiutati di incontrarsi.
ALCUNE PRECISAZIONI
Il governo ha avuto il tempo per confrontarsi con le associazioni e non lo ha voluto fare perché probabilmente ha ascoltato chi gli assicurava che non sarebbe successo niente.
Il governo intende solo mettere alla prova la categoria : se lunedì il fermo funziona, come funzionerà, l’incontro si terrà; in caso contrario la riunione potrebbe slittare o comunque produrre i soliti impegni fumosi, quanto inutili.
Questa non è sensibilità e attenzione verso i cittadini ma paraculaggine allo stato puro! Un’altra sarebbe stata la strada che si sarebbe potuta percorrere se realmente si avesse avuto a cuore l’interesse del Paese e la volontà di risolvere i problemi della nostra categoria.
Lo spiegheremo nelle assemblee del fine settimana perché non vogliamo fornire la corda con la quale impiccarci a coloro che dalle stanze del ministero interessatamente leggono le nostre notizie.
Se poi consideriamo che anche con la comunicazione di ieri il ministro dava notizia di un iter parlamentare, già avviato, su un fantomatico collegato trasporti, che invece non risulta ancora pervenuto ad oggi alle Commissioni parlamentari di Camera e Senato, come pensare di dare credito ad una convocazione che consente al Governo di avere mani libere senza fornire garanzia alcuna?
Ripetiamo il concetto: se il fermo funziona il governo ha tentato fino all’ultimo di evitarlo e solo l’insensibilità di una categoria, già poco ben vista dalla gente, ha determinato disagi;
se l’azione non riuscisse, ma questa è una motivazione in più per ottenere ancor maggior adesione, le misure per il settore si tramuteranno nei soliti impegni e magari sempre più a favore di qualche singolo imprenditore, travestito temporaneamente, da rappresentante di categoria.
Ritengo che queste note, redatte anche un po’ sinteticamente e ripetitive in alcuni concetti, debbano essere riproposte agli operatori del settore in ogni occasione di incontro.
L’opinione pubblica deve conoscere le verità e gli imprenditori debbono essere coscienti dei rischi che corrono se, malauguratamente, dessero ascolto ai tentativi interessati dei nostri avversari. Sarebbe il definitivo declino di una categoria e ancor più della nostra economia.
NESSUNA SOSPENSIONE DEL FERMO; NESSUNA TITUBANZA; ADERITE COMPATTI; MAI COME OGGI IL FERMO E’ L’INVESTIMENTO PRIORITARIO PER DARE FUTURO ALLE IMPRESE DI AUTOTRASPORTO E COMPETITIVITA’ AL PAESE
Paolo Uggè – Presidente Federazione Autotrasportatori Italiani


