
Ministero dei Trasporti sempre più allo sbando
2 Gennaio 2008
Fermo Non ci provate con le bugie
2 Gennaio 2008Pensavamo, forse troppo ottimisticamente, che dopo tre giorni di fermo, effettuati causa la manifesta incapacità del Governo, i responsabili della politica italiana dal presidente del Consiglio Romano Prodi in giù avessero assunto la consapevolezza di come con il mondo del trasporto sia indispensabile dialogare. Ci siamo ancora una volta sbagliati.
Questo Esecutivo capisce solo la forza e poco interessa ai nostri governanti se poi le conseguenze si scaricano sui cittadini incolpevoli. Quello che interessa loro è solo l’immagine e la gestione del potere.
I risultati della politica dei trasporti sono sotto gli occhi di tutti: il 30 novembre u.s. tutti i settori del trasporto hanno effettuato uno sciopero generale per contestare i risultati deludenti della gestione del ministro Bianchi; l’autotrasporto dopo 17 anni è stato costretto a proclamare cinque giorni di fermo dei sevizi solo perché sempre l’ineffabile ministro e i suoi inadeguati collaboratori non hanno saputo trovare il tempo per aprire un confronto che gestisse il conflitto che si preannunciava particolarmente pesante. Ragione di tutto questo l’incapacità di decidere una linea chiara e funzionale agli interessi dell’economia del Paese.
L’ultimo esempio emblematico è il nuovo rinvio sull’Alitalia che produce perdite economiche che producono un costo per i cittadini pari di due milioni di euro al giorno.
Tornando all’autotrasporto ormai sappiamo tutti come sono andati i fatti. Ordini piovuti dagli organismi confederali hanno imposto, pena il commissariamento dei dirigenti delle federazioni di settore che avevano proclamato il fermo, di accettare il risultato della trattativa notturna che quei dirigenti confederali, senza tener in alcuna considerazione i sacrifici effettuati da molti operatori che avevano deciso di investire sul loro futuro con il fermo, avevano effettuato alle loro spalle.
Molti sono a conoscenza che il documento contenente gli impegni del Governo è un insieme di titoli che se rispettati potrebbero dare risposte positive all’attività dei nostri operatori, ma pochi sono a conoscenza del fatto che quel documento non è sottoscritto da alcun membro del Governo.
Per dare certezza e attribuire dignità maggiore ai contenuti di quel documento in Parlamento è stato presentato un ordine del giorno che: impegnava il Governo a trasformare quegli impegni in provvedimenti nei tempi necessari.
Ebbene la grande sorpresa che non può che ingenerare perplessità è la decisione del Governo di esprimere parere negativo su quell’ordine del giorno.
Cosa devono aspettarsi gli operatori dell’autotrasporto?
Una nuova stagione di attese e di delusioni?
Certo non può che apparire singolare che dopo aver assunto impegni il Governo non li riconosca.
Se lo annotino bene i signori presidenti che hanno pugnalato alle spalle gli autotrasportatori che manifestavano. Se malauguratamente dovessero innescarsi forme di protesta spontanee non si venga gridare all’irresponsabilità nuovamente di una categoria di gente laboriosa, perché questa volta qualche responsabilità peserebbe anche su di loro.
Il dato che emerge comunque è che ci troviamo di fronte ad un governo di irresponsabili e di arroganti.
Paolo Uggè
Redattore: Paolo Uggè – Presidente FAI


