Quale politica dei trasporti per la prossima legislatura: le risposte e le indicazioni programmatiche delle due coalizioni

Milano – venerdì 7 aprile 2006. Convegno “La riforma dell’autotrasporto” – Liberalizzazione controllata e responsabilità condivise: opportunità di crescita per il settore.

10 Aprile 2006

Autostrade del mare

10 Aprile 2006

Milano – venerdì 7 aprile 2006. Convegno “La riforma dell’autotrasporto” – Liberalizzazione controllata e responsabilità condivise: opportunità di crescita per il settore.

10 Aprile 2006

Autostrade del mare

10 Aprile 2006

Come noto agli Utenti del sito confederale, la Conftrasporto, e le componenti il C.Un.A., si sono attivate per fornire ai propri operatori associati, ed all’intero mondo del trasporto e della logistica, un quadro chiaro di quelli che sono i punti di vista dei due schieramenti che si contendono la guida del Paese.

A tal fine sono stati trasmessi ai Leader degli schieramenti alcuni quesiti sui temi specifici legati alla mobilità delle merci, auspicando in sintetiche e precise risposte da porre all’attenzione delle imprese dei settori rappresentati.

Di seguito le risposte pervenute della Casa delle Libertà.

Non essendo, ad oggi, pervenute da parte dell’Unione, risposte alle domande sul tema della “Politica per i trasporti nella prossima legislatura”, pare utile e paritario rendere disponibile agli Utenti del sito confederale, quanto meno, uno stralcio dei passaggi contenuti nel documento intitolato “Per il bene dell’Italia“, presentato come programma ufficiale della coalizione di centro-sinistra.

Tale stralcio, pubblicato successivamente alla sequenza delle domande/risposte, contiene, infatti, indicazioni programmatiche su alcuni dei temi per i quali è stata chiesta una chiara e sintetica risposta.

*** – ***

1) Domanda


E’ FAVOREVOLE ALLA RATIFICA DEL PROTOCOLLO TRASPORTI, PARTE DELLA CONVENZIONE DELLE ALPI, SOTTOSCRITTA DAL 1999? PERCHE’ FINO AD OGGI NON E’ STATA RATIFICATA?

Risposta – Casa delle Libertà
La sottoscrizione del “protocollo trasporti”, parte della Convenzioni delle Alpi, è avvenuta nella passata legislatura. Il Parlamento è oggi chiamato alla ratifica, che non è avvenuta in quanto nel testo concordato nell’anno 2000 sono presenti disposizioni che impedirebbero la realizzazione di interventi infrastrutturali necessari ad assicurare una mobilità alpina fluida, indispendabile per favorire i collegamenti con i mercati europei. In sostanza: penalizzando l’economia nazionale. La sottoscrizione del protocollo è necessaria dunque, ma debbono essere assolutamente inserite norme a tutela dell’economia nazionale, come ho già proposto.

2) Domanda


SE L’OPPOSIZIONE DELLE POPOLAZIONI DELLA VAL DI SUSA, DOPO LE VERIFICHE E GLI INCONTRI CON GLI AMMINISTRATORI LOCALI, PROSEGUISSE E’ FAVOREVOLE A REALIZZARE COMUNQUE L’OPERA, SI O NO?

Risposta – Casa delle Libertà
La risposta è ovvia. Sì! Per la Casa delle Libertà l’opera è strategica, rientra nelle scelte europee delle reti Ten e deve essere realizzata per non penalizzare lo sviluppo del Paese.

3) Domanda


SI IMPEGNA A PORTARE AVANTI TUTTE LE OPERE INFRASTRUTTURALI AVVIATE E PROGRAMMATE NELL’ATTUALE LEGISLATURA, SI O NO?

Risposta – Casa delle Libertà
Sì! Nella legislatura abbiamo avviato opere per 51 miliardi di euro, contro i 7 di quella passata. L’infrastrutturazione del Paese è una scelta obbligata anche perché per la competitività della fliera della produzione è essenziale una adeguata logistica. Poiché la logistica è anche tempo, l’elemento infrrastruttura è indispensabile per la competitività. Ogni rallentamento o sospensione nella realizzazione delle opere in atto sarebbe disastroso.

4) Domanda


E’ DISPOSTO A SOSTENERE LA RICHIESTA DEL RICONOSCIMENTO DEL DANNO CHE L’ECONOMIA ITALIANA SUBISCE PER L’ATTRAVERSAMENTO DELL’ARCO ALPINO?

Risposta – Casa delle Libertà
Il Governo ha avviato a livello comunitario l’azione tendente ad evidenziare i maggiori costi che gravano sull’economia italiana per le difficoltà nell’attraversamento dell’arco alpino. Nella prossima legislatura l’argomento non potrà che essere ripreso e supportato, non perché questo sia un interesse del mondo del trasporto e della nostra economia, come lo è, ma perché è nostra forte convinzione, che il danno dovrà essere affrontato e tenuto adeguatamente in considerazione a livello comunitario poiché non grava solo sul nostro Paese ma sull’economia europea.

5) Domanda


SOSTERRA’ LA PROPOSTA DEL GOVERNO SVIZZERO DI REALIZZARE LA BORSA NOLI DEI TRASPORTI PER L’ATTRAVERSAMENTO DELLE ALPI, SI O NO?

Risposta – Casa delle Libertà
No! Qualsiasi forma di contingentamento e scelta che non rientri in una logica condivisa e soprattutto non tenga in considerazione gli interessi del nostro Paese non potrà essere accettata ma dovrà essere affrontata, attraverso un confronto argomentato, nelle sedi preposte. Ogni sistema proposto dovrà saper conciliare il rispetto dell’ambiente con gli interessi più generali. In gioco c’è il benessere dei cittadini.

6) Domanda


TERMINERA’ LA REALIZZAZIONE DEL MOSE, SI O NO?

Risposta – Casa delle Libertà
Non esiste dubbio alcuno. L’opera, dopo anni di discussione, è stata avviata da questa maggioranza e da essa sarà completata anche perché gli italiani le consentiranno di governare per almeno un’altra legislatura. E’ la sinistra a voler riprendere il solito chiacchiericcio che produce il nulla. Il Governo del centro destra è un governo del “fare” e lo ha dimostrato ampiamente anche sulla vicenda del Mose che mira a salvaguardare una città unica al mondo.

7) DOMANDA


PORTERA’ AVANTI LA REALIZZAZIONE DEL PONTE SULLO STRETTO SENZA ALLUNGAMENTO DEI TEMPI, SI O NO?

Risposta – Casa delle Libertà
Sì! Perché è un’opera che collega una piattaforma logistica avanzata in grado di intercettare flussi di traffico che sempre pià si implementeranno; perché è stata riconosciuta indispensabile e utile all’economia europea, tant’è che è stata inserita nel corridoio 1 Berlino-Palermo; perché creerà opportunità di lavoro nuove e collegherà l’economia dell’isola a quella europea.

8) DOMANDA


GARANTIRA’ ALLA CONSULTA DEL TRASPORTO E DELLA LOGISTICA L’IMPORTANZA CHE UN SIMILE ORGANISMO DI CONFRONTO DEVE AVERE, GARANTENDOLE UNA GUIDA POLITICA?

Risposta – Casa delle Libertà
La Consulta del trasporto e della logistica è la dimostrazione della consapevolezza, da parte del Governo, della strategicità che tale segmento riserva sulla mobilità. La legge di riforma del settore, voluta e realizzata dal Governo in carica in accordo con le parti interessate, ne ha ampliato i compiti. La Consulta dovrà essere sempre più divenire il luogo di confronto, di verifica, di monitoraggio al fine di formulare proposte, condivise dalle parti economiche e sociali presenti all’interno dell’organismo, al fine di facilitare il compito del Governo a meglio assumere decisioni nei confronti di un settore estremamente complesso, delicato e decisivo per consentire sempre più al sistema Paese di competere nel mercato globale.

***-***


Stralcio dal documento “Per il bene dell’Italia” programma dell’Unione


Le politiche per la concorrenza:dalla parte del cittadino consumatore, risparmiatore e utente


– pag. 130

Politiche di liberalizzazione e trasparenza crediamo vadano
attuate secondo gli stessi principi anche nei settori della
distribuzione dei farmaci e dei taxi.

Una politica dei trasporti Sostenibile

– da pag. 136 a pag. 140

Uno dei gravi limiti dello sviluppo italiano è costituito
dalla debolezza delle infrastrutture viarie e della logistica.
I cittadini e le imprese italiani si confrontano con una rete
infrastrutturale satura, inadeguata e pesantemente sbilanciata
a favore del trasporto su gomma, con servizi insufficienti a
soddisfare le esigenze di mobilità delle persone e delle merci.
Questo scenario sta producendo effetti drammatici, come un
drammatico numero di morti per incidenti stradali, e gravi
disfunzioni sotto vari profili: costi del trasporto, impatto
ambientale, consumi energetici ed emissioni di gas serra, sicurezza e vivibilità nelle aree urbane e metropolitane, dove si
sviluppa quasi il 70% degli spostamenti di tutto il territorio
nazionale.
Con il governo di centrodestra la situazione è ulteriormente
peggiorata. Il trasporto pubblico è stato indebolito e la Legge
Obiettivo per la realizzazione delle grandi opere, sulle quali
si sono concentrate le risorse pubbliche, si è rivelata un fallimento.

Si è inoltre abbandonata ogni corretta forma di programmazione
delle opere coerente con il “Piano generale dei trasporti
e logistica” e di relazione con gli enti locali.

L’unione si impegna a individuare, sulla base delle risorse
finanziarie disponibili, gli interventi infrastrutturali
da realizzare prioritariamente, in coerenza con il “Piano
generale dei trasporti”, con il coinvolgimento attivo
degli enti territoriali.

L’individuazione delle priorità infrastrutturali deve a sua
volta avvenire alla luce delle risultanze della valutazione
ambientale strategica (VAS), dell’esame del rapporto costo beneficio
di ogni intervento e delle sua coerenza con gli
obiettivi generali e di sistema da perseguire, a partire dal
riequilibrio modale.

A tal fine, proponiamo di modificare profondamente la “legge
obiettivo”, per rafforzare il ruolo degli enti territoriali,
per rendere generalizzato e inderogabile il ricorso alla
valutazione di impatto ambientale, per potenziare le capacità
di controllo, monitoraggio e di vigilanza complessiva sul
ruolo e sull’operato dell’istituto del “General contractor”,
cioè della figura introdotta dalla “legge obiettivo” come
esecutore generale dell’opera.

In generale, proponiamo di riordinare la legislazione sui
lavori pubblici in un unico corpo normativo, che recepisca le
direttive comunitarie e assicuri una disciplina omogenea
delle leggi regionali.

Obiettivi fondamentali sono per noi:

la centralità e la qualità del progetto, la trasparenza delle
procedure, il rispetto della legalità, la leale concorrenza e
l’accelerazione dei tempi di realizzazione dei lavori. In
questo contesto, la consultazione, la partecipazione e l’informazione
a livello locale verranno garantite anche attraverso
il finanziamento del programma Agenda 21.

Con riferimento alle infrastrutture dei trasporti – ferma
restando la necessità di migliorare la qualità, l’efficienza
e la sicurezza delle infrastrutture esistenti – indichiamo
alcune priorità.

In primo luogo l’investimento sulle aree portuali e retroportuali
nel rispetto dei massimi livelli di sicurezza, nel quadro
del più generale investimento sulle autostrade del mare,
per l’assorbimento del nuovo flusso di traffici dall’Asia
verso il Mediterraneo.

C’è oggi una ragione in più per dare
priorità alle infrastrutture portuali del Mezzogiorno: farne
l’avamposto nazionale della nuova logistica che viene
dall’Oriente.

Le autostrade del mare e l’integrazione dei
porti con le reti ferroviarie meridionali e il loro potenziamento
sono i nostri obiettivi più urgenti. I nuovi flussi dei
traffici richiedono più che in passato l’unità del Paese anche
nelle infrastrutture.

Altra priorità è l’integrazione con le grandi reti europee,
attraverso specifici interventi idonei a:

– distinguere dove necessitino opere nuove oppure occorrano
ristrutturazioni dell’esistente;
– valorizzare il coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni
dei territori interessati dagli interventi di infrastrutturazione,
in sede di valutazione della compatibilità
ambientale delle opere e dell’impatto socio-economico sulle
popolazioni;
– dare priorità alle direttrici già vicine alla saturazione
dei traffici, come ad esempio quelle verso il Gottardo e il
Brennero;
– avvantaggiare la ferrovia nella ripartizione modale;
– integrare le reti di trasporto europeo con gli aeroporti,
in primo luogo con gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa;
– nei punti di incrocio delle reti di trasporto europee, realizzare
interporti di rango europeo per l’integrazione
modale della logistica.

Dalla capacità di offrire servizi
concorrenziali di magazzinaggio e prima trasformazione
delle merci, deriveranno anche migliori condizioni per
l’insediamento produttivo.

Prioritario è anche il rifinanziamento degli incentivi per
l’intermodalità e il sostegno alle attività delle imprese
armatoriali finalizzate allo sviluppo del sistema intermodale.

Sarà poi importante lo sviluppo delle reti metropolitane,
decisive per la competitività dei nostri sistemi urbani.
Centrali nel programma dell’unione sono gli interventi e gli
investimenti per le città per il potenziamento del trasporto
pubblico locale collettivo.

In particolare per le città proponiamo di:

– migliorare la mobilità urbana attraverso investimenti mirati
a potenziare l’offerta di trasporto pubblico locale,
estendendo le reti tranviarie e metropolitane, ammodernando
il trasporto pubblico con vetture meno inquinanti ed estendendo
le piste ciclabili, le corsie protette, le zone a
traffico limitato e quelle pedonalizzate;
– dare adeguata risposta alle esigenze dei pendolari rafforzando
il trasporto ferroviario metropolitano e regionale,
accelerando gli investimenti sui nodi, incrementando e
ammodernando i treni e prevedendo un’efficace azione di
indirizzo e coordinamento, d’intesa con gli enti locali,
delle scelte di riconversione delle tracce liberate dal-
l’entrata in funzione dell’alta velocità;
– regolare e finanziare i “Piani urbani delle mobilità” da
attuare da parte delle amministrazioni locali;
– sostenere la riorganizzazione del trasporto merci all’interno
delle aree urbane.

Con riferimento al settore delle ferrovie, proponiamo di proseguire
lungo il solco tracciato dai governi di centrosinistra
nell’adozione dello standard di Alta Capacità della
rete, come strumento di potenziamento del trasporto di persone
e di merci e dunque di alleggerimento del traffico stradale.

Proponiamo inoltre l’adozione di un programma pluriennale
di investimento sul materiale rotabile, che possa diventare
anche un’occasione per il rilancio di ciò che rimane del settore
industriale di riferimento.

Fondamentale è un quadro organico di misure e risorse destinate
a garantire la sicurezza nei trasporti. Noi crediamo opportuno
investire in nuovi impianti e tecnologie di controllo
sulla rete ferroviaria, stradale e per il trasporto aereo e
marittimo.

In particolare, crediamo nella necessità di rilanciare
gli investimenti in materia di sicurezza stradale e di
promuovere nuove politiche per lo sviluppo di una “cultura
della sicurezza stradale”, soprattutto presso i giovani.

Ogni anno in Italia 6.000 persone perdono la vita a causa di
un incidente stradale e circa 20.000 rimangono invalide in
modo permanente, con un costo per la collettività pari a circa
35 miliardi di euro. Anche l’introduzione della patente a
punti – già prevista dalla legge-delega approvata nella scorsa
legislatura (legge n. 85 del 2001) – che avrebbe dovuto
contribuire a ridurre sensibilmente il tasso di incidentalità
in Italia, non ha sortito i risultati attesi a causa della
mancata attuazione, da parte del governo di centrodestra,
delle altre misure che il centrosinistra aveva previsto.

Per questo motivo proponiamo di:

– procedere ad una riforma organica del nuovo Codice della
Strada, secondo i princìpi e i criteri direttivi della
legge-delega del governo di centrosinistra;
– rifinanziare il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale,
destinando annualmente ad esso le risorse a tal fine individuate
dalla Relazione sullo Stato della Sicurezza
Stradale;
– ripristinare l’Ispettorato generale per la circolazione e
la sicurezza stradale, cancellato dal Ministro Lunardi,
quale strumento organizzativo di riferimento per tutti i
soggetti istituzionali e per gli enti locali al quale conferire
i poteri per l’attuazione del Piano;
– abolire tutte le recenti disposizioni che hanno innalzato i
limiti di velocità degli autoveicoli;
– potenziare gli organici della Polizia Stradale.

Per risolvere il problema della congestione sulle strade
urbane, con riguardo soprattutto ad alcuni snodi intorno a
grandi centri urbani, riteniamo opportuno valutare anche la
possibilità di ricorrere a politiche atte alla disincentivazione
dell’uso del mezzo privato per le zone più congestionate
e i veicoli più inquinanti, in connessione all’utilizzazione
dei sistemi tecnologici più avanzati, nel campo della logistica,
della “infomobility” e della sicurezza (in primo luogo
il sistema Galileo, il più importante progetto tecnologico
europeo per l’applicazione dei sistemi satellitari ai servizi
di logistica).

Crediamo inoltre nella necessità di un’attenta ricognizione
delle tariffe autostradali e dei contratti di concessione,
orientata soprattutto a verificare la congruità
dell’attuale remunerazione per i gestori rispetto agli
investimenti intrapresi e programmati, all’evidenza modesti
e insufficienti, in modo che l’aumento programmato
delle tariffe corrisponda ad un miglioramento effettivo
del servizio e della sicurezza per gli utenti.

Infine, crediamo che vada istituita una “Autorità dei trasporti”,
che abbia lo scopo di definire le tariffe autostradali
e, recepiti gli obiettivi strategici definiti dal
Ministero, definire anche le tariffe stradali.

Per il trasporto aereo ci impegniamo a intervenire in coerenza
con la legislazione del Cielo Unico Europeo, anche al fine di
supportare le strategie di efficientamento e rafforzamento
dei vettori aerei nazionali e garantire la necessaria trasparenza
nei rapporti con le società di gestione aeroportuale.

Infine, riguardo al ponte sullo Stretto di Messina, proponiamo
di sospendere l’iter procedurale in atto per realizzare le
priorità infrastrutturali nel Mezzogiorno (sistema autostradale
e ferroviario, Salerno-Reggio Calabria-Palermo, reti
idriche, Statale Ionica, porti e cabotaggio).


La nuova alleanza con la natura: ambiente e territorio per lo sviluppo


– pag. 148 – stralcio

Ci impegniamo a ratificare i Protocolli alla Convenzione
delle Alpi, valido strumento per coniugare in modo armonico la
tutela degli interessi economici e la cooperazione transfrontaliera
con le esigenze di conservazione dell’ecosistema.

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