
Da Il Sole 24 Ore martedì 5 ottobre 2004 – L’autotrasporto: accise da tagliare Marzano: la Ue impedisce misure unilaterali
5 Ottobre 2004
Attenzione – Trasporto Internazionale
6 Ottobre 2004E anche quota 51 è stata raggiunta e superata. Il petrolio ha fatto segnare ieri una nuova giornata record con scambi che a New York, nelle contrattazioni del pomeriggio, hanno toccato per la prima volta i 51,30 dollari, per poi chiudere a 51,08 dollari al barile (+2,3% rispetto a lunedì). Sotto pressione anche il greggio europeo: il Brent ha fatto registrare 46,82 dollari (+1,36%), dopo aver aperto a 46,58 ed essersi spinto fino a 47,15 dollari al barile, il livello più alto dal 1980, quando iniziarono le contrattazioni sul mercato di Londra. Tutto questo mentre i produttori Opec stanno pompando greggio ai massimi delle proprie capacità produttive: a settembre la produzione dell’Opec è cresciuta di 690 mila barili a 30,15 milioni di barili al giorno, il livello più alto dalla fine del 1979. Gli analisti attribuiscono questi ennesimi rialzi al prezzo del greggio a due elementi in particolare: da un lato le difficoltà di approvvigionamento nell’area del Golfo del Messico, dove la produzione è ancora inferiore del 30% a causa dei tifoni delle scorse settimane, mentre la domanda, soprattutto da Cina e India, continua a marciare a pieno ritmo. Morgan Stanley ha intanto elaborato nuove stime sulle quotazioni del Brent, alzando le previsioni per il 2005 del petrolio del Mare del Nord da 25 dollari a 34,50 dollari al barile, e quelle per il 2007 a 30 dollari. Mentre il caro greggio non sembra preoccupare Bruxelles (nel bollettino economico trimestrale la Commissione Ue fa notare che l’aumento dei prezzi petroliferi dalla primavera non avrebbe pesato troppo sulla fiducia dei consumatori), in Italia non si ferma la corsa della benzina, che in molte aeree di servizio supera ormai quota 1,190. Senza contare che in alcuni distributori con caratteristiche particolari (zone montane, isole, rifornimenti notturni, autostrade) sono previsti differenziali che possono portare il prezzo di un litro di carburante oltre 1,20 euro, vale a dire quasi 2.500 delle vecchie lire. E il gasolio segue a ruota, viaggiando a 1,020 euro al litro, tra sovrapprezzi praticati dai gestori e addizionali regionali. Tutti questi rincari, ancora una volta, hanno spinto le associazioni dei consumatori a chiedere una riduzione delle accise. Alla protesta si sono unite le 30 mila imprese di autotrasporto aderenti a Conftrasporto, che minacciano scioperi se il governo non confermerà le agevolazioni sul gasolio professionale, peraltro inserite nella Finanziaria 2005. Dall’inizio dell’anno la corsa dei prezzi della benzina è stata praticamente inarrestabile: per un litro di verde, infatti, oggi ci vogliono circa 0,132 euro in più rispetto a nove mesi fa, quanto per lo stesso litro erano necessari 1,050 euro. In soldoni, il costo di un pieno di un’auto di media cilindrata risulta così rincarato di 6,6 euro rispetto allo scorso gennaio. (Articolo pubblicato a pag. 23 – Autore: Gabriele Dossena)


