Divieti di circolazione in autostrada.

23 Luglio 2004

Divieti di circolazione dei mezzi pesanti del prossimo fine settimana – Venerd? 30 Luglio ? Domenica 1 Agosto

26 Luglio 2004

Divieti di circolazione in autostrada.

23 Luglio 2004

Divieti di circolazione dei mezzi pesanti del prossimo fine settimana – Venerd? 30 Luglio ? Domenica 1 Agosto

26 Luglio 2004

Si è molto parlato, talvolta anche a sproposito, di sicurezza nella scorsa settimana. Ancora una volta sotto accusa sono finiti i conducenti dei cosiddetti “Tir” considerati, come spesso purtroppo avviene ancor prima del pronunciamento degli inquirenti, colpevoli dai responsabili di società autostrade e da diversi opinionisti di mestiere. Sicuramente è più comodo additare alla pubblica opinione un soggetto che non gode sempre di buona stampa e che invece è sempre indicato, anche se le statistiche ufficiali smentiscono questo luogo comune, come il maggior responsabile degli incidenti che si verificano sulle strade. Solo per fornire una dimensione del fenomeno e non certo per sminuirne la drammaticità, che è sempre presente quando un essere umano perde la vita, è bene far conoscere alla gente che i veicoli pesanti risultano coinvolti -che non significa sempre colpevoli- per il 7% circa negli incidenti mortali e per il 4% per quelli con feriti. Riteniamo sia doveroso e serio affrontare i veri nodi della tematica sicurezza evidenziando le reali cause per le quali si determinano oggi i numerosi incidenti sulle strade che, grazie solo alla positiva decisione dell’introduzione della patente a punti, si riescono a contenere con risultati più che soddisfacenti. Sono i comportamenti personali ma soprattutto le condizioni nelle quali la circolazione si realizza, e questo coinvolge pesantemente le carenze delle infrastrutture per nulla adeguate alla incrementata domanda di mobilità nel Paese, gli elementi principali dell’incidentalità. Per dirla in parole semplici tutti coloro che hanno operato, spesso trincerandosi dietro un ambientalismo esasperato, per impedire la realizzazione di nuove strade, di nuove linee ferroviarie, di nuovi trafori, coloro che in sostanza hanno impedito che il Paese adeguasse le proprie reti di comunicazione sono tra i maggiori responsabili dei disastri che oggi siamo costretti a sopportare. Il Governo sta compiendo ogni possibile sforzo per recuperare il tempo perduto per la parte delle infrastrutture, ma i tempi non possono certo essere brevi e fa specie che in Parlamento proprio coloro che sono stati paladini dell’ambientalismo paralizzante osino chiedere conto cosa si stia facendo per assicurare una mobilità sicura e fluida sulle nostre strade. In una simile situazione l’unica strada è quella di rafforzare la politica dei controlli e modificare quelle regole che non sono adatte per garantire in modo sufficiente la sicurezza sulle strade. Il recente provvedimento che ha liberato le forze di polizia dal compito di effettuare le scorte per i trasporti eccezionali libererà trenta mila pattuglie all’anno; la messa in circolazione sulle strade dei centri di revisione mobili per il controllo dei mezzi pesanti ed il loro potenziamento (oggi sono 17 dall’anno prossimo si avvierà la fase di incremento per giungere a trenta unità) ha già prodotto 2750 revisioni su strada nei primi sei mesi; la modifica della legge sull’autotrasporto, che introdurrà il principio della responsabilità condivisa tra tutti i soggetti che concorrono ad effettuare una prestazione di trasporto, in discussione al Senato e già licenziata dalla commissione parlamentare competente, favorirà l’insorgere di comportamenti virtuosi che genereranno positività sui parametri di sicurezza. Questa è la politica del fare che l’Esecutivo sta portando avanti. Coloro che fino a qualche anno fa governavano e nulla hanno fatto in tale direzione dovrebbero anziché rivolgere interrogazioni strumentali spargersi il capo di cenere e recitare un profondo “mea culpa”.