

SITUAZIONE GENERALE
Trascorso il Natale, come preannunciato, eccomi a voi per commentare l’anno trascorso e le novità di queste ultime settimane. E’ ora di far conoscere, senza voler fare polemiche, alcuni personali punti di vista su quanto verificatosi nell’anno trascorso.
Un periodo molto impegnativo che ha vissuto i rapporti con il Governo e con il mondo che rappresenta la committenza con grande intensità.
Qualcuno giudicherà poco positivi i risultati conseguiti; altri soddisfacenti. Comunque la si pensi noi della Fai/Conftrasporto riteniamo di esserci impegnati per raggiungere quanto possibile e siamo soddisfatti per aver mantenuto la coerenza nel portare avanti le battaglie che tutti insieme avevamo individuato. Naturalmente su ogni decisione sarebbe scorretto sostenere che siano tutte state approvate con consenso unanime. Sapere di aver fatto il possibile è per noi sufficiente.
L’assemblea congressuale
Tenutasi a giugno a Parma con grande partecipazione il nostro gruppo dirigente ha voluto ridefinire in una giornata di approfondimenti e di studio le tematiche più urgenti da affrontare. Il rinnovo delle cariche della federazione ha visto la riconferma di chi scrive a presidente. Personalmente avevo chiesto di defilarmi e non certo per abbandonare la nave ma per una scelta che aveva delle ragioni a mio avviso valide.
Utilizzando un riferimento che va per la maggiore non era mia intenzione comportarmi come Schettino, che per fare l’inchino a qualche isolano ha portato sugli scogli la Concordia. Il “torna a bordo ca..o” che i nostri associati mi hanno intimato, (anche se non potrà piacere a chi dall’alto della sua competenza, esprimendosi con chiaro eloquio, rappresenta il proprio disappunto e critica la soluzione) mi ha fatto ritrovare le giuste motivazioni nel proseguire in un incarico che porterò avanti fino a quando sentirò che la fiducia non venga meno o mi verrà chiesto di lasciarlo.
Solo chi non conosce come ci si comporta nella nostra realtà associativa può fare affermazioni che lasciano solo trasparire ignoranza, invidia e saccenza.
A Parma abbiamo assunto decisioni importanti su come affrontare al meglio per tutelare gli interessi di tutti gli operatori associati (non sono tutti simili) facendo coesistere le differenti esigenze. Certo per chi opera in una realtà delimitata vi può essere non condivisione ma questi personaggi è bene che rimangano nella loro piccola realtà dalla quale vedono i problemi molto da lontano (se poi non sono neppure nostri associati, chi se ne frega).
Altrettanto chi affronta i mercati europei sa benissimo quali sono i veri mali del nostro mondo, che non si limitano alle Infrastrutture, costo del lavoro, eccesso di burocrazia, etc ma discendono in modo evidente da una evidente mancanza di scelta politica di sistema. E’ questo, che ci danneggia quando in sedi comunitarie sono chiamati a rappresentare gli interessi nazionali.
Nonostante questo alcune semplificazioni, una per tutte la scheda di trasporto, è stata abolita, così come le conseguenze di scelte volute da una parte del mondo associativo e che hanno portato al pronunciamento di organi giurisdizionali comunitari, sono state ricondotte a quei principi che fin dal 2005 vennero introdotti, in una legge dello Stato. Chi è disattento o vuol fare troppo il furbo.
Ho fatto due esempi perché vedo che alcune persone che per anni giustamente seguono le proprie attività , senza conoscere le ragioni rilasciano a chi è sempre pronto ad alimentare polemiche, per esistere, frasi ad effetto che dicono tutto senza tener conto della realtà.
I costi della sicurezza
Tema che ci ha impegnati molto nella ricerca di una soluzione mediata. La nostra organizzazione era quella che si era espressa più chiaramente di altri su come sarebbero evolute alcune forzature. Altrettanto, senza tema di smentita, siamo anche stati l’unica realtà associativa a sostenere fino in fondo, anche con prese di posizioni che altri non hanno avuto la possibilità di fare, una battaglia di coerenza.
Ora la soluzione trovata fornisce risposte adeguate a chi vuole avere punti di riferimento, mantiene in vita l’azione diretta; riduce la filiera, e mette al centro il principio di adeguatezza al rispetto delle regole della sicurezza sociale e della circolazione. Proprio come prevede la legge 32/05.
Per evitare una mediazione obbligata al fine di impedire azioni ulteriori da parte della Comunità si doveva costruire una soluzione condivisa (l’ho detto molte volte). Se questa non si è potuta realizzare le ragioni sono da ricercare soprattutto tra le federazioni dell’autotrasporto.
Affermo subito che a mio modo di vedere il Ministro ha trovato una soluzione che tiene conto dei diversi interessi in campo e delle indicazioni degli organismi comunitari. Non è quello che Unatras aveva richiesto ma altrettanto è molto lontano da quanto domandavano le committenze. Prendiamone atto con un certa soddisfazione ed evitiamo di dare spazio a illusioni poi difficili da superare.
Se devo esprimere un giudizio ritengo che la soluzione individuata dal Ministro è appropriata, alla luce di come si erano messe le cose. Ma devo anche evidenziare come ancora una volta se fossero state evitate delle iniziative che hanno indebolito il fronte dell’autotrasporto, forse avremmo avuto risultati diversi.
Personalmente ho ribadito la necessità che sulla proposta unitaria si dovesse lasciare ogni valutazione al Ministro, evitando azioni isolate. Questo per evitare di dare la sensazione che il fronte Unatras, fosse diviso, ancor di più di quanto qualcuna si sforzava di far apparire.
La fine che hanno fatto alcuni emendamenti presentati, nella gran parte ritirati, ne è stata la dimostrazione. Ora non è corretto addossare le responsabilità delle proprie scelte ad altri. L’errore è stato insistere su una iniziativa sbagliata.
Ricordo che a Fiuggi lo schema venne delineato in questo modo e che le risultanze sono in linea con ciò che è stato definito.
Un altro elemento è stato posto come dirimente ed è quello dei tempi di pagamento. Abbiamo sempre detto che si tratta di un argomento delicato che deve essere approfondito e lo faremo. Nessuno deve su una questione così delicata subire dei danni. Anche in questo caso il ritiro di emendamenti o, come è avvenuto al Senato neppure la presentazione, dimostra quanto sia controversa la questione.
L’unità della categoria
Troppe volte ci siamo trovati nel corso dell’anno in condizioni di dover rincorrere fughe in avanti di qualche rappresentante di organizzazione. Molto spesso insieme alla Confartigianato abbiamo dovuto recuperare posizioni che erano state espresse da altri e che ci mettevano in difficoltà. Qualcuno ha cercato di costruire più un rapporto con chi rappresenta l’intermediazione che con le federazioni dell’autotrasporto.
Questo non aiuta e non ha aiutato. Quante volte, prese decisioni unitarie, ci siamo trovati con comunicati totalmente differenti nei contenuti di quanto avevamo concordato.
Ma questa è l’occasione anche per comunicare che dal primo gennaio, scadendo il secondo anno del mio mandato, lascerò la carica di presidente dell’Unatras. Mi impegnerò affinchè chi mi sostituirà non abbia certo a trovarsi nella spiacevole situazione di inviare lettere, condivise da tutti anche con assenso scritto, e poi essere smentito da iniziative o prese di posizione solitarie. Spero che la ricerca del valore unitario, fondamentale, non venga mai meno. Anche se a qualche disattento imprenditore che vive lontano in un sorta di “isola sfinterica” sfugge il valore dell’unità, è bene ricordare che i risultati si possono ottenere se si tiene conto di tutti. Al contrario non si ottengono per nessuno.
La vertenza di fine anno
Occorre riconoscere al Ministro Lupi di aver mantenuto la gran parte degli impegni assunti. Dimenticare che dal 1 gennaio 2015 il recupero dell’accisa era decurtato, che i divieti di circolazione erano aggravati, le sanzioni del Sistri erano previste, la certezza delle risorse in dubbio, la corresponsione degli sconti sui pedaggi, sugli investimenti e sulla formazione in forte ritardo, le norme sui costi della sicurezza rischio e la sentenza del Tar del Lazio in arrivo, è poco responsabile. Oggi abbiamo sbloccato le risorse, gli sconti sono stati riconosciuti, anche per il 2012 (la delibera è alla Banca d’Italia per procedere al pagamento), la scelta dei componenti la commissione per interfacciare i dati con gli enti previdenziali è stata fatta, le modifiche alle norme sui costi della sicurezza sono legge, i 250 milioni di euro sono divenuti strutturali e si aggiungono alla riduzione sull’Inail e sull’Irap, che sono norme di carattere generali ma riducono i costi anche per le nostra imprese, le norme sul cabotaggio abusivo già emanate. Non tener conto del quadro di tagli ai tanti trasferimenti dello Stato, è strumentale.
“Personalmente ringrazio il Ministro Lupi ed i suoi collaboratori per quanto ottenuto. Se non vi fosse stata la determinazione del Ministro nell’ Esecutivo e di fronte alle prese di posizione di una committenza che ha cercato di cancellare i punti di riferimento sulle norme della sicurezza, e di parlamentari di Sel e del Movimento 5 Stelle che volevano sottrarre le risorse al settore, fosse mancata la competenza e presenza assidua nel dibattito parlamentare dei collaboratori del Dicastero, l’autotrasporto oggi non si sarebbe trovato quello che è il contenuto della legge di stabilità”.
La vertenza Ilva
Una vicenda lunga e difficile che ci siamo caricati per cercare di dare risposte alle imprese coinvolte. Quello che si legge sui giornali lascia molto perplessi ma anche fiduciosi in una soluzione che rimetta in funzione il sistema. Noi in prima persona, attraverso il vice presidente Gianni Satini, abbiamo cercato di restare vicini alle imprese e lo saremo anche nel prossimo anno. Se veramente la parte pubblica avrà un ruolo, forse vi sarà la possibilità di recuperare spazi per approntare un discorso diverso. Noi saremo a fianco delle imprese e questo deve essere una certezza.
L’ANNO CHE VERRA’
Inizieremo subito a lavorare all’Albo per realizzare lo scambio dei dati con gli enti previdenziali al fine di individuare le imprese regolari da quelle che non lo sono. Affronteremo la ripartizione delle risorse 250 milioni di euro ed affronteremo nell’occasione la questione delle spese non documentabili e la soluzione possibile sui tempi di pagamento. Noi avremo anche la giornata di studio su come si evolvono i fenomeni nella società e come si debbono rapportare gli enti intermedi per dare risposte sempre più soddisfacenti alle imprese. Non mancheranno confronti sulle nuove norme al codice della strada, alla questione della lotta all’illegalità e soprattutto dovremo anche occuparci di combattere ogni aspetto che contribuisce a ridurre i fenomeni di insicurezza nella nostra attività. A livello comunitario dovremo affrontare la questione del cabotaggio e dell’utilizzo illegale del personale proveniente da paesi esteri.
Cercheremo di rafforzare il principio del rapporto unitario, come condizione per incrementare il rapporto di interlocuzione con il Governo e le realtà economiche, proseguiremo nella battaglia alle forme di mediazione parassitaria e dovremo far crescere la cultura della crescita nelle nostre imprese che debbono prendere in seria considerazione come confrontarsi con i cambiamenti che si determineranno partendo dalla qualità e ad una professionalità maggiore.
Se veramente vogliamo tornare ad essere interlocutori di chi governa il Paese non possiamo prescindere da un rafforzamento, nel rispetto degli interessi di tutti, dei rapporti associativi. Speriamo che l’anno che verrà porti anche qualche novità positiva su questo aspetto.
Sono stato lungo, e mi scuso, ma alla fine di un anno intenso ritengo che alcuni punti dovessero essere in modo chiaro affrontati.
Buon anno a tutti.
Paolo Uggè