La Settimana Sindacale Confederaledall’8 al 12 SETTEMBRE 2014

ALB14287 – Quote albo autotrasporto e numero REN. Novità dal Portale dell’automobilista.
12 Settembre 2014
SIA14288 – Trasporto rifiuti. Attestazione dell’idoneità dei mezzi di trasporto da parte del Responsabile tecnico.
15 Settembre 2014

In sintesi le news significative della settimana.

SITUAZIONE GENERALE

Non vorrei apparire ripetitivo ma le due questioni che hanno tenuto banco sono riconducibili ai due grandi argomenti della scorsa settimana. Il pronunciamento della Corte di Giustizia europea; la relazione della Corte dei Conti.
Da parte nostra abbiamo avviato una serie di consultazioni interne ed esterne, a livello informale, per bene predisporre la riunione programmata per il giorno 16 a Roma. Prima tra le federazioni  con il Governo.

LE PESANTI RESPONSABILITA’ DEL MINISTERO

Se gli impegni sono tanti e difficili da seguire o si trova qualcuno al quale attribuire concrete responsabilità o si evita il confronto ma poi si subiscono le conseguenze.

Tutto ciò che potrà avvenire sarà da attribuirsi alla responsabilità del Ministro dei trasporti! Per mesi è andato in convegni ed assemblee sostenendo che sarebbe stato stupido farsi dire dalla Comunità ciò che si deve fare sui costi della sicurezza. E’ avvenuto proprio questo! Noi siamo sicuramente tra coloro che della torta della stupidità molto  presente in  questa vicenda rifiutano financo la più piccola briciola.

Abbiamo, diversamente a chi in modo servile e untuoso si è prestato a giochetti sottoscrivendo accordi, che hanno solo indebolito gli operatori, avuto comportamenti e confronti alla luce del sole con chi li chiedeva. Questo senza mai in modo dannoso venir meno agli impegni assunti. Anzi in ogni occasione abbiamo sempre ribadito che per noi le decisioni che avevano ragione erano quelle dell’organismo che in questi ultimi mesi ha mantenuto non senza sforzi, un comportamento unitario. Grazie, di questo ne do pubblicamente atto al comportamento del presidente di Confartigianato trasporti Genedani.

Chi doveva decidere ed agire era chi aveva la responsabilità politica. Ora i nodi che si presentano al pettine sono complessi; noi non smetteremo di operare nell’interesse delle imprese a collaborare ma non rinunceremo a trasformarci in pubblici accusatori di chi non ha fatto ciò che doveva fare.

Caro Ministro i riconoscimenti sul senso di responsabilità mostrato nel dicembre scorso il Suo modo di comportarsi se li tenga per qualcun altro. A noi interessa un responsabile politico che mantenga ciò che ha garantito di fare. Quello che vediamo ci rappresenta il contrario. Noi non ci stiamo ed, anche da soli andremo avanti nella direzione che le nostre imprese ritengono giusta.

Il confronto del giorno 16 sarà importante. L’auspicio è che non sia la solita “ammuina” il Sottosegretario delegato conosce bene il significato del termine.

Chi ha la compiacenza di seguire la rubrica su Il Giornale ed ha letto quanto trattato da me lunedì 8 ha potuto leggere considerazioni che avevo scritto il 25 luglio. Un mese prima che la Corte si esprimesse. Il responso non era inaspettato. Questo dovrebbe far riflettere gli invidiosi e gli ottusi o quelli che cercano lo stipendio alla fine del mese (questa è l’unica cosa giusta che fanno) quando commentano le risoluzioni di un’altra Corte, quella dei  Conti che noi riassumeremo sul sito per fornire una adeguata informazione a chi ci segue.

Nessuna norma è stata contestata palesemente,  se non nei tempi di attuazione nei suoi contenuti. Nei casi nei quali sono state evidenziate perplessità, comunque non tali da condurre ad un parere negativo. È vero che forse male interpretando le intenzioni del Governo, sono anche state evidenziate ragioni di possibili rilievi. Le scelte politiche appartengono, almeno così ci pare, non agli organi di controllo ma a chi ha il compito di governare. Sono convinto che ci sapremo spiegare.

Sui contributi alla formazione è stato osservato il metodo del riconoscimento del contributo ma nessuna associazione, tranne quelle che nei controlli sono risultati irregolari, ha rilievi da opporre.

Sul sistema della gestione delle riduzioni compensate  conveniamo che i tempi dei pagamenti  siano troppo lunghi ma non dipendono da noi. Forniremo le ragioni per le quali sono state effettuate scelte che sono poi state riconosciute anche nella direttiva europea.

Su altri aspetti (SSn) la Corte sembra non tener conto sia di indicazioni del MEF.

Spiace ripeterlo ma nella sentenza comunitaria, nella parte della considerazioni vi  è evidenziato un altro aspetto del quale viene riconosciuta  la compatibilità ai principi europei e dei quali si loda lo spirito. E’ la legge n.32 del 2005 che ha introdotto il principio della responsabilità condivisa nel rispetto delle leggi sulla sicurezza sociale della circolazione. Se non ricordo male quella legge fu oggetto di grande critiche da un segretario generale che oggi vive sotto le ali protettive di una confederazione della committenza.

Da lì occorre ripartire per costruire il futuro. Ma  a costo di essere noiosi lo ripetiamo ancora tutto deve trovare l’input di chi è investito della responsabilità politica del Ministero.

Oggi si è svolto il Consiglio di Conftrasporto per un ulteriore esame della situazione. Sono stati sentiti gli esperti legali e si sono valutate le ipotesi delle future iniziative.

Per ora mi fermo qui con l’impegno di tornare presto a trattare dell’argomento che comunque per la parte sui costi minimi tratterò lunedì prossimo sulla rubrica settimanale de il Giornale.

Alla prossima.

Paolo Uggè