
Autotrasporto Sicilia
1 Agosto 2014
Viabilità Italia. Aggiornamento del 2 agosto 2014
1 Agosto 2014Di seguito le principali news della settimana.
SITUAZIONE GENERALE
La settimana è trascorsa senza che si registrassero novità di rilievo per le questioni legate al mondo del trasporto. Queste note sono le ultime prima del periodo feriale e quindi sarò più lungo. Mi scuso in anticipo ma ritengo provare a fare chiarezza. Caso mai, avendo tempo, le potete leggere a puntate.
Troviamo in una bozza di Decreto Legge che nel provvedimento che sarà portato al Consiglio dei Ministri sono state inserite, così come annunciato dal Sottosegretario De Caro, sia le norme sul cabotaggio, utili a combattere i fenomeni di abusivismo, sia la possibilità di compensare alcuni degli interventi a favore del settore. Questo non è negativo; staremo comunque a vedere cosa il testo definitivo comprenderà, anche perché ritengo che il Cdm approverà solo delle linee e il decreto uscirà più avanti.
Nessun segnale significativo per quanto riguarda la questione dei costi minimi se non le solite polemiche pretestuose inventate, che sono purtroppo frutto di suggerimenti provenienti da chi sta facendo di tutto, e purtroppo da troppo tempo, per indebolire la categoria nel confronto con il Governo e la committenza.
Giungono anche a noi voci che il Ministero starebbe elaborando alcune ipotesi di soluzioni per la questione dei costi minimi. Del resto tutte le organizzazioni, da tempo, dando credibilità a quanto era stato sostenuto dal Ministro Lupi circa l’opportunità di aprire un confronto sui temi relativi a tali aspetti, avevano dato la disponibilità a compiere approfondimenti.
Noi, a differenza di chi vede inciuci, ma forse perchè è abituata a farne (quanto fatto per il cemento porta il nome solo di alcune associazioni) non ci facciamo certo condizionare da articoli o pareri.
Ribadiamo invece la linea che abbiamo definito e che unitariamente, lo dico soprattutto per chi preferisce prevalentemente parlare attraverso l’addetto stampa, abbiamo rappresentato nel corso dell’incontro con il Sottosegretario De Caro, senza che nessuno eccepisse posizioni diverse. Se il Ministero lavora non fa altro che portare avanti quanto richiestogli da tutti e che forse doveva essere fatto prima. Poi entrerò più nel dettaglio anche per chiarire meglio alcuni aspetti innescati dai soli comportamenti difficili da condividere.
La notizia che Selex ha deciso di rinunciare al contratto in essere per la gestione del Sistri ci consente una qualche soddisfazione. Lunedì ne parlerò sulla rubrica Ruote d’Italia pubblicata su il Giornale(*). Non credo di dover ricordare quello che concretamente, anche in tempi recenti, la nostra federazione ha fatto su questa vicenda. Le azioni legali che provano ad ottenere per i vettori coinvolti un risarcimento le abbiamo portate avanti attraverso il nostro avvocato e credo che, alla luce delle recenti decisioni, saranno più forti le ragioni per la discussione delle cause aperte.
in settimana si è tenuto anche l’incontro al Ministero per i problemi del trasporto insulare e di quello siciliano in particolare. Il segretario Russo mercoledì ha potuto, in un incontro tenutosi a Catania, fare il punto della situazione con i nostri operatori ed assumere decisioni, anche sui temi che sono stati affrontati nella giornata di ieri. La ricostruzione dell’incontro è riportata nella apposita nota sul sito.
Sempre giovedi si è tenuto l’incontro relativo alle norme sul noleggio con conducente e dei taxi che recenti pronunciamenti dell’Autority competente hanno rilanciato come elemento di un dibattito.
IL SISTRI. SELEX ANNUNCIA DI RINUNCIARE AL CONTRATTO.
Dal novembre prossimo Selex non intende gestire il Sistri. La comunicazione della rinuncia è stata resa nota attraverso una nota stampa che abbiamo prontamente rilanciato.
In base alle vigenti disposizioni gli autotrasportatori sono obbligati ad iscriversi al sistema, anche se non è prevista alcuna sanzione per chi non ottempera. Tutto questo fin al 31 dicembre p.v. Dopo entreranno in vigore le sanzioni. Le pressioni che da parte delle rappresentanze delle imprese sono state effettuate (noi ci siamo occupati solo di imprese dell’autotrasporto e credo che questo sia incontestabile) hanno prodotto interventi del Parlamento, un po’ pasticciati, che lasciavano comunque dubbi. La rinuncia da parte di Selex dovrebbe risolvere la questione delle sanzioni previste per la mancata iscrizione. La gara per una nuova assegnazione partirà entro il 30 giugno 2015 e sarà questa volta pubblica. Noi saremo disponibili e pronti a garantire la nostra collaborazione gratuita a favore delle imprese.
Ritengo infine che le possibilità di ottenere il riconoscimento dei danni subiti siano molte di più rispetto al passato. Ma su questo aspetto sarà diffusa, non appena la situazione sarà più chiara ,una nota appropriata.
IL “RISVEGLIO” NEL SETTORE
Ognuno si sveglia come meglio crede e questo vale per tutti. Ma, secondo un addetto stampa o difensore d’ufficio, vi sarebbe solo una federazione che sta risvegliando per cogliere le esigenze di rappresentare gli interessi del settore. Credo che il giudizio spetti agli associati di quella realtà, così come ritengo che, rispetto ad eventuali comportamenti “inadeguati” di altre federazioni, la valutazione appartenga nella stessa misura ai loro associati. La Fai, a differenza di altri, ha sempre accettato le conclusioni delle altre realtà associative. Mai siamo arrivati ad usare espressioni alle quali sono giunti nel passato altri con le quali si diceva; “non abbiamo nulla contro la Fai ed i suoi aderenti ma fino a che non cambieranno il gruppo dirigente cesserà ogni rapporto”. La storia e la cultura di ogni gruppo che è chiamato a dirigere una federazione deve per noi invece essere rispettato, sempre, anche quando non se ne condividono le scelte.
Per la Fai il processo unitario è una componente del proprio Dna e continuerà con la determinazione di sempre a perseguirlo anche perchè ritiene che l’origine dei guai nei quali si trova la categoria dipenda in gran parte dalla mancanza di questo valore.
Ognuno dovrebbe guardare alle spaccature che ha nel proprio interno e non indicare quelle degli altri, salvo che sia una forma di consolazione. Ricordo comunque che sarebbe tutto più semplice se ognuno accettasse le regole che reggono le strutture a carattere democratico. La maggioranza sceglie. Le decisioni di politica dei trasporti negli anni recenti passati sono state assunte insieme, quasi sempre con unanime consenso. Chi cambia idea, solo i paracarri stanno fermi, ha il dovere però di renderlo noto e non di tacere ed innescare polemiche via stampa. Si può non condividere il principio dello stare insieme ma si deve avere il coraggio di fare la scelta della solitudine. La Fai lo ha fatto quando è stata costretta, (esclusa a maggioranza e con voto palese, esempio fulgido di democrazia) dall’ organismo unitario. Non è scomparsa, anzi è cresciuta.
Non dovrebbe inoltre mai sfuggire a nessuno che le scelte appartengono agli associati che decidono. La dirigenza attua. La personalizzazione è un modo comportamentale che appartiene a vecchie ideologie dove il rispetto dell’uomo veniva dopo le cose materiali o il partito.
ALCUNE PRECISAZIONI CHE SI IMPONGONO
Siamo ben consapevoli che vi sia qualche soggetto nella rappresentanza del mondo del trasporto che, pur di apparire, utilizza in ogni occasione il proprio addetto stampa, per uscire con dichiarazioni che anche se possono apparire verosimili, sono solo frutto di una fantasia spregiudicata.
Abbiamo riferito la scorsa settimana dell’incontro avuto presso il Ministero dei trasporti nel corso del quale le federazioni presenti hanno segnalato al rappresentante del Ministero sia le proprie preoccupazioni che le loro disponibilità.
Non tutti hanno preso la parola. Il che lascerebbe intuire condivisione da parte dei presenti. Sicuramente il silenzio può significare che si vuol evitare di rendere evidente eventuali diversificazioni, questa è la versione più buona, oppure, la più cattiva, che non si ha nulla da dire. Ne esiste una terza peggiore ed è che si voglia invece dimostrare scarsa considerazione delle componenti che siedono al tavolo del confronto. Temiamo sia questa la più reale.
E’ una affermazione pesante? Sicuramente. Ma dopo che avrò esposto quanto ancora una volta accaduto ritengo si converrà con il mio pensiero. Se vi saranno dichiarazioni e soprattutto comportamenti che non avvalorino questa constatazione sarò lieto di prenderne atto.
Il colloquio avvenuto con il Sottosegretario De Caro e con l’on. Girlanda assumevano come riferimento due documenti: il protocollo di intesa sottoscritto il 28 novembre u.s e la lettera unitaria che tutte le federazioni avevano inoltrato al Ministro Lupi, dopo averne concordato i contenuti.
Leggere un comunicato stampa che pone quesiti come: chi vuole modificare i costi di sicurezza prima del pronunciamento della Corte di Giustizia, sapendo già la risposta (Tutti), fa sorgere il dubbio che si voglia solo innescare il pensiero che vi sia una sorta di “camarilla o inciucio” che si sta svolgendo sulla delicata vicenda alle spalle dei molti operatori del settore.
Innanzitutto chi pone la domanda dovrebbe rendere noto gli incontri che ha tenuto (forse tiene ancora) con la Committenza per trovare, in perfetta solitudine, modifiche alle norme sui costi minimi. Un risultato che in modo inequivocabile dimostra il grande successo ottenuto lo si scopre leggendo l’intesa sottoscritta per il cemento, nella quale alcuni punti delle norme che accompagnano i costi minimi della sicurezza sembrano messi in discussione. Chi non vede la propria trave non dovrebbe segnalare le pagliuzze negli occhi altrui.
Ma non intendiamo sottrarci ai quesiti posti e diciamo subito che l’interesse a concludere, se possibile, una intesa sulle norme oggetto dell’esame da parte della Corte europea è di tutti. Evitare di potersi trovare nel mese di settembre con uno strumento messo, in tutto o in parte in contestazione, è un interesse di chi deve rappresentare degli operatori. Avere un sistema condiviso facilita i rapporti con la committenza più di uno non accettato. ( è opportuno ricordare che se nel corso delle trattative con il sottosegretario Giachino non si raggiunse un simile risultato lo si dovette proprio ad una rigida e forte contrarietà di qualche associazione ed in particolare di qualche rappresentante che costrinse il proprio presidente a sostenere proposte che sono all’origine delle norme oggi contestate). Giachino credo conservi ancora le email inviategli in merito. Anche nel caso la Corte, cosa non improbabile, desse ragione all’amministrazione ed all’autotrasporto e confermasse la compatibilità delle norme, la reazione della committenza non assicurerà facilità nei rapporti tra le due parti. Quindi se si fosse cercato di trovare un metodo comune non sarebbe stato negativo.
Voglio ancora ricordare che: nell’accordo del 28 novembre al punto 16 si stabilisce che: “sarà riattivato il confronto con la committenza e le Associazioni dei vettori per la revisione delle regole legate ai costi minimi per evitare contenziosi e conflittualità e incentivare il rispetto delle regole”. E con una lettera del 4 luglio tutte le federazioni, evidenziando al ministro Lupi come essendosi impegnato a “favorire l’individuazione di soluzioni certe e condivise che potessero salvaguardare le posizioni delle parti in causa aveva il dovere di attivarsi, confermavano la disponibilità al dialogo con le rappresentanza della committenza industriale. L’iniziativa, proprio per la sua delicatezza avrebbe dovuto partire dal ministro competente” E allora? Quali inciuci?
Mi auguro che queste chiare affermazioni diano una risposta e rinfreschino la memoria a chi forse non ha ben presente quanto convenuto ed ora pone domande.
Vi sono però affermazioni impossibili da accettare. Il tentativo di contrabbandare dichiarazioni inesistenti a sostegno delle proprie posizioni. (peraltro smentite dai diretti interessati).
La Fedit infatti non risulta si sia espressa nel corso della riunione in modo come viene rappresentato; L’Anita per bocca del presidente ha sostenuto la disponibilità ad un approfondimento, purchè entro un tempo utile.
La Confindustria non ha espresso una decisa contrarietà ad approfondimenti e così la Confartigianato.
Le affermazioni, aderenti ai fatti contenute nella ricostruzione della presidente della Fita, riguardano la Confcommercio che in modo chiaro ha argomentato le ragioni per le quali riteneva utile un confronto. Solo la Confetra ha sostenuto invece di attendere il 4 settembre, proprio come la Fita e la Cna.
E’ possibile che l’emozione e l’ansia che spesso deriva dalle difficoltà che ognuno trova nel rappresentare gli interessi di tanti operatori possa giocare scherzi alla memoria ma questi deficit appartengono solo alle persone che da diversi decenni cercano di rappresentare gli interessi di un settore. Quando poi questo si verifica nelle giovani leve è preoccupante.
Quanto sostenuto nel comunicato della presidente Fita non è dunque rispondente alla realtà.
SEMPRE SUI COSTI DELLA SICUREZZA
Non abbiamo alcun problema a ribadire che la nostra posizione è rimasta quella che sempre abbiamo annunciato. A differenza di chi sostiene che i costi della sicurezza siano una strada sbagliata, senza aver fatto molto per renderli funzionanti, siamo pronti a cercare possibile soluzioni. E’ molto comodo criticare e non fare nulla per modificarli.
Comunque saremmo molto lieti di poter a nostra volta poterci confrontare su proposte scritte, e non su enunciazioni general/generiche, avanzate da chi ritenendo errata la strada dei costi minimi ipotizza delle soluzioni per ora solo tramite annunci, per risolvere questo problema.
Ci si consentirà alcuni quesiti. Se la Corte dichiarasse che i costi della sicurezza sono compatibili cosa succederebbe? Sarebbe possibile ancora immaginare modifiche?. Difficile. In caso contrario il problema si sposterà sul ministero che, per non essere coinvolto in una vertenza, dovrà ricercare modifiche adeguate e condivise. Tutte cose che si potevano evitare lavorando in tempo. Non a caso tutti si erano espressi per una simile soluzione. Tacere e giocare di rimessa è da furbi ma come disse qualcuno le “volpi finiscono in pellicceria”. Chi ritiene di avere idee avanzi proposte scritte e saremmo tutti felici di scoprire la soluzione adeguata e ragionevole.
Una cosa è chiara. L’autotrasporto era disponibile a discutere alcuni punti senza mettere in discussione né l’azione diretta né i diritti maturati derivanti da vertenze aperte. Altri lo hanno impedito. Il ministero doveva fare la propria parte ma non è stata fatta e la committenza ha preferito non percorrere la strada che aveva detto di voler praticare. Nessuno potrà però permettersi di affermare che se non si è praticata la strada della ricerca di una ipotesi risolutiva la responsabilità è dell’autotrasporto.
La speranza è che nelle eventuali future proposte che, ribadiamo, speriamo arrivino non compaiano quei grossolani errori, come quelli presenti nelle ipotesi sulle deroghe per il cabotaggio, sull’esclusione del conto proprio dalle riduzioni compensate o sulla soppressione dell’Albo che, non va chiuso, ma invece fatto funzionare. Farsi del male può andar bene a qualcuno i nostri operatori non ne sentono il bisogno.
NEWS IN PILLOLE
– Abbiamo scritto una lettera per rappresentare la situazione sempre più insostenibile per quanto si sta verificando in alcuni uffici territoriali del Dipartimento trasporti. Le segnalazioni di disfunzioni, stampanti che non funzionano, personale insufficiente, problemi con le revisioni, sono in aumento da parte delle nostre realtà territoriali. Per questo abbiamo rappresentato la situazione al fine di trovare le possibili soluzioni. A questo si aggiunge il riassetto dell’Albo per il quale non accetteremo né ridimensionamenti né malfunzionamenti. Per questo che riteniamo che solo Insieme si potrà far funzionare l’organismo.
– La riunione per i noleggiatori e taxisti non ha fatto registrare significative novità, se non l’inizio di un percorso di confronto alla ricerca di possibili soluzioni. Non vogliamo essere allarmisti ma evitiamo di ripetere il fallimento della volta passata quando non si raggiunse alcuna posizione. Questa volta esiste un organismo che vorrà decidere e che si chiama Autority. Nessuno deve risultare penalizzato ma in modo chiaro si definiscano una volta per tutte le rispettive competenze.
– Inizia nei prossimi giorni il periodo feriale. Gli uffici della federazione seguiranno la chiusura come comunicato sul sito. La speranza è che al rientro si possano trovare condizioni migliori di quelle che lasciamo oggi. Ci auguriamo che la politica trovi le soluzioni ai problemi del Paese che lavora e che siano finite le discussioni su emendamenti strumentali per le riforme istituzionali che sono necessarie ma il problema è la ripresa e il Governo deve dare risposte concrete ai problemi delle famiglie e delle imprese. Noi auspichiamo che la ripresa non ci veda costretti ad affrontare le possibili iniziative che alla luce di risposte che verranno o non verranno fornite potrebbe essere necessario mettere in campo o a dover subire anche perchè non si possono escludere forme di protesta autonome. Le condizioni esistono tutte.
Su il Giornale non cesserà la pubblicazione dei consueti contributi del lunedì attraverso la rubrica Ruote d’Italia.
A settembre e buone vacanze.
Paolo Uggè
(*) – N.B.: Per un problema tecnico l’articolo pubblicato su “Il Giornale” in data odierna (04 agosto 2014), non affronta il tema del SISTRI bensì quello dell’omicidio stradale. L’articolo riguardante il SISTRI verrà pubblicato a data da destinarsi.




