
VERONA, 1 – 2 – 3 MARZO
25 Febbraio 2013
NOR13053 – Nuovo sistema di targatura dei rimorchi. Circolare del Ministero dei Trasporti.
27 Febbraio 2013Definito ormai il prossimo Parlamento ciò che è emerso è certamente una situazione di difficile governabilità che costringerà le forze politiche, almeno quelle responsabili, a porsi delle precise domande su cosa si debba fare per il bene del Paese.
Da parte nostra abbiamo chiaramente fornito indicazioni, non certo in base a nostre simpatie o orientamenti politici ma, come abbiamo detto più volte, in ragione di coloro che avevano con chiarezza dimostrato di condividere i contenuti del documento Unatras sulla politica dei trasporti.
Ho invitato gli operatori a rispondere non come singoli elettori, seguendo le proprie convinzioni legittime generate dall’appartenenza politica o da convinzioni profonde, ma di scegliere come una categoria di operatori che sente la necessità di ricevere da chi governa il Paese attenzione per una attività indispensabile per lo sviluppo e competitività della nostra Nazione.
I risultati hanno fornito un quadro chiaro e con quello saremo costretti a doverci confrontare. Non rinunceremo certo a richiedere il rispetto degli impegni assunti. Per questo terremo costantemente e con puntualità informati gli operatori su come si comporteranno le forze politiche.
Dobbiamo purtroppo constatare come della pattuglia dei candidati provenienti dal mondo del trasporto non sia risultato eletto (ma non solo Lui) l’ex sottosegretario Mino Giachino che nell’attività di Governo si era speso molto per il settore. Le regole elettorali predeterminate sono legate ai risultati delle coalizioni. Essendo risultato il primo dei non eletti gli auguriamo che nel corso della legislatura si creino spazi per un Suo reinserimento.
Da parte nostra ci sarà da lavorare molto. In questi giorni sembra essere ripresa l’iniziativa che la committenza sta portando avanti sui costi della sicurezza. Noi con coerenza andremo avanti nella linea decisa avendo a cuore gli interessi delle imprese che, come già accennavo nel presentare la nostra iniziativa di Verona, dovrà saper interpretare il futuro e proporre iniziative adeguate per meglio affrontarne le evoluzioni.
Intanto la notizia della decisione del tribunale di Lucca che ha sollevato di fronte alla Suprema Corte la questione di costituzionalità non ci sorprende. Abbiamo letto i rilievi e crediamo che le eccezioni possano essere respinte, anche perché fondate su tesi non rispondenti alla realtà. Non ci pare sussistano le disparità con i vettori esteri; né tanto meno non crediamo si possano ignorare sia quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 41 della Costituzione né dalla stessa direttiva europea sulla concorrenza.
Il principio della sicurezza e della tutela dell’ambiente viene in diverse occasioni riconosciuto come non negoziabile né subalterno agli interessi di natura economica. Non risultano invece, come sostenuto nelle eccezioni, pronunciamenti contrari alla compatibilità di eventuali tariffe nel trasporto merci (i costi della sicurezza non sono certo paragonabili a tariffe o prezzi e chi lo fa compie una evidente forzatura).
E’ azzardato inoltre non riconoscere che una certa differenza vi sia tra le tariffe di alcune categorie professionali e i costi minimi introdotti per garantire la sicurezza dei cittadini e non per tutelare gli interessi degli operatori del trasporto. Il tribunale di Lucca ha invece eccepito tale elemento di incompatibilità con le norme comunitarie equiparando i due sistemi.
È vero che la Corte Europea si è espressa sulle tariffe professionali ma non occorre un esperto in giurisprudenza per comprendere che la fattispecie è completamente diversa.
Altre due questioni, pur se di segno opposto, sono state lanciate in questi giorni su un organo di stampa. Il primo sostiene la necessità di trasferire il trasporto dalla strada alla rotaia. Su questo la federazione ha già potuto evidenziare il proprio pensiero. Se il Governo del quale il ministro Clini è una autorevole esponente facesse rispettare i costi della sicurezza, voluti dal Governo, con molta probabilità si aumenterebbe la competitività delle ferrovie, favorendo il raggiungimento di favorire il trasferimento dalla strada ad altre modalità.
Singolare anche il grido d’allarme lanciato da Confetra che sostiene come il trasporto italiano stia perdendo quote a favore dei vettori esteri più competitivi in quanto non obbligati a rispettare i costi della sicurezza. Il principio della territorialità dovrebbe essere noto a tutti.
Non sfuggirà che nel costo del trasporto le voci gasolio e personale rappresentino un valore che può essere indicato in 0,80/ 0,90 euro al Kilometro. Se paragoniamo il costo del gasolio, corrisposto in Italia e il costo del personale esistente in alcuni Paesi europei scopriamo come, anche applicando le proposte che Confetra considera eque sul valore kilometrico, i vettori esteri sarebbero sempre più competitivi.
A meno di ritenere che le aziende associate a Confetra scelgano per bontà d’animo d’ora in poi di praticare la beneficenza, appare evidente quale sarebbe la scelta dei committenti a fronte di offerte per prestazioni di trasporto meno costose.
Allora la strada, anche per questi competitori è il rispetto delle regole che può generarsi solo attraverso politiche di controlli mirati su strada e presso le aziende committenti.
Perché dalla committenza non parte una iniziativa tendente ad ottenere controlli per garantire il rispetto delle regole sulla sicurezza sociale e della circolazione? La risposta credo sia una sola e molto evidente. Chi riconosce il corrispettivo del trasporto è interessato solo a pagare meno. La sicurezza è solo un richiamo da utilizzare per i convegni; le conseguenze le sopportano i cittadini.
Del resto basta farsi una domanda: Chi utilizza i vettori esteri e per quale motivo? Non sono forse proprio quegli intermediari o spedizionieri che si fanno concorrenza per ottenere appalti di servizi tanto sanno di poter riversare sui vettori meno costosi il margine del loro tornaconto?
Tutto questo lascia intravedere come dovremo ancora confrontarci con la committenza, il governo affinché si arrivi a determinare un sistema rispettoso delle regole e della sicurezza e magari anche più conveniente. Ecco l’importanza di aver ottenuto degli impegni da parte delle forze politiche.
A noi interessa la legalità, la qualità e la sicurezza.
Paolo Uggè




