La settimana sindacale confederaledal 19 al 23 NOVEMBRE 2012

Divieti di circolazione all’estero 2012

23 Novembre 2012

Caso Ilva: estendere a tutta la filiera interventi a sostegno.

27 Novembre 2012

Divieti di circolazione all’estero 2012

23 Novembre 2012

Caso Ilva: estendere a tutta la filiera interventi a sostegno.

27 Novembre 2012

In sintesi le principali iniziative della settimana.

Governo e categoria

Nessuna novità dai Giudici del Tar del Lazio, chiamati ad esprimersi sui ricorsi avversi alle delibere assunte in attuazione delle disposizioni sui costi della sicurezza.
Continuiamo a ripetere questo concetto, anche perché nonostante sia una elemento più volte trattato proseguono le richieste di chiarimenti e leggiamo interpretazioni incompatibili con quanto previsto dal nostro ordinamento. I costi della sicurezza sono in vigore, devono essere applicati in quanto derivanti da disposizioni di legge volute dal Parlamento. Il Tar potrà forse obiettare se le delibere assunte dall’Osservatorio siano compatibili con il disposto di legge o sollevare il conflitto di dubbia compatibilità con gli orientamenti comunitari e con i principi costituzionali, ma non annullare un legge approvata dal Parlamento.
Sappiamo che molte sono le transazioni extra giudiziarie che la committenza ha preferito effettuare, onde evitare sentenze contrarie. Questo è avvenuto sia nel settore petrolifero, della GDO, che nel cemento. Siamo a conoscenza anche che committenze di primaria importanza riconoscono i costi della sicurezza e questo ci conforta. Ecco perché, pur se sempre disponibili a migliorare l’applicazione di quanto in vigore, riteniamo di dover essere coerenti con quelle posizioni assunte a livello unitario
.
Ad oggi continuiamo a registrare la mancanza di ipotesi scritte da parte della committenza sulle proposte che il Sottosegretario Improta aveva presentato alle parti. Da parte nostra avevamo dato la disponibilità ad esaminarle purchè avessero come punto di partenza l’impianto in grado di fornire garanzie sul rispetto delle normative sulla sicurezza sociale e della circolazione. Prendiamo atto che ad oggi la committenza ha ritenuto di non raccogliere tale disponibilità.
Eppure qualcuno ci aveva creduto ed ha anche operato, senza rendersene conto, per indebolire il fronte unitario portando avanti un confronto in solitudine con parti della committenza. Ecco che alla prima verifica di mostrare concretamente le carte avanzata da un rappresentante del Governo la risposta è quella del silenzio. Chissà se tutti se ne rendano conto.
Riteniamo invece responsabile segnalare un aspetto che non può passare più a lungo sotto silenzio e ricordare al Mnistero come per la parte relativa ai controlli si resti in attesa di un atto amministrativo concordato tra i Dicasteri competenti, al fine di dare comuni indicazioni sulla necessaria attività dei controlli. Attendere ancora a lungo potrebbe portare a evoluzioni poi difficili da far rientrare.
Sarà bene inoltre che da parte del Ministero si riprendano i contatti per individuare quali siano gli interventi per ripartire le risorse attribuite con legge finanziaria.

Revocato il fermo in Sicilia ma restano i problemi

La decisione di revocare il fermo proclamato dall’Aias è certamente una scelta responsabile che non possiamo che apprezzare. (L’organizzazione siciliana facente capo a noi aveva preso posizione sulla possibilità di tale evenienza). Il senso di responsabilità deve però non far scordare a chi è chiamato a responsabilità di governo, locale e nazionale, che i problemi esistono e vanno affrontati, pur nelle difficoltà del momento, dicendo agli operatori del settore le verità. In momenti difficili, come quelli nei quali operiamo, la cosa peggiore sarebbe illudere gli imprenditori su possibili soluzioni che non esistono.
La Fai Sicilia sta operando per costruire una iniziativa responsabile al fine di individuare quelle che possono essere soluzioni possibili, prima fra tutte il mantenimento del sistema dei costi minimi che non può essere messo in discussione, pena l’apertura di una vertenza dagli esiti incontrollabili.

La capacità finanziaria

Capita di leggere ancora interpretazioni e ricostruzioni su questo aspetto molto lontane dalla realtà. È pur vero che ognuno può fornire le proprie idee in materia. Noi lo abbiamo fatto con chiarezza e rimandiamo quanto detto con le comunicazioni del 9 novembre. Sappiamo che da parte dell’Ania una prima bozza di proposta sarebbe stata predisposta in grado di soddisfare, attraverso la garanzia fideiussoria il requisito. Non è la soluzione della polizza vettoriale come qualcuno ipotizza. Questa strada viene esclusa, non solo dal mondo assicurativo ma anche dalla gran parte delle autorità che sono preposte a decidere sulla questione. Riteniamo giusto tuttavia sollecitare il Dipartimento dei trasporti affinché sia affrontato in tempo utile e con chiarezza (il 4 dicembre non è poi così lontano) la vicenda che sta procurando confusione tra gli operatori coinvolti.

Il calendari dei divieti di circolazione

Si è svolta la riunione per determinare il calendario dei divieti di circolazione per il prossimo anno.
Come ognuno può ben immaginare vi sono posizioni opposte sulle scelte. Vi è chi chiede di poter dilatare i divieti di circolazione e chi, come coloro che ben comprendono che i trasporti su strada siano l’unica modalità per assicurare la fornitura dei prodotti, si dichiara contrario.
In questo balletto di responsabilità emerge in tutta evidenza l’assoluta inesistenza del Governo che non perde occasione per dimostrare evidenti contraddizioni nel governare.
Se da un lato occorre recuperare competitività e dall’altro non si ha il coraggio di emanare le disposizioni che sono in linea con tale esigenza dell’economia, cosa ci sta a fare un Esecutivo?
Ridurre i giorni di circolazione appesantisce i costi per le imprese di trasporto ed oltretutto non soddisfa le legittime, da noi pienamente condivise, esigenze di sicurezza. Se i dati Istat dimostrano, (oltre al fatto innegabile che con le norme sui costi della sicurezza si è ridotto in modo significativo il numero dei morti e dei feriti), che sono proprio i giorni nei quali i mezzi pesanti circolano a far registrare un numero inferiore di feriti e decessi, perché non assumersi la responsabilità di “governare “ questo aspetto?
Ancora se da un lato il Governo, attirandosi le critiche pesanti (categorie e mondo cattolico) ha deciso di consentire l’apertura dei negozi, giustificandone la scelta con l’esigenza di una produttività maggiore, che senso ha limitare, oltre misura, la circolazione dei mezzi pesanti che sono elemento essenziale per determinare la competitività?
Ci piacerebbe che la committenza, quella che sui costi della sicurezza, invoca con grande forza e determinazione i principi di liberalizzazione o necessità di non incrementare i costi per unità di prodotto, anche se inesistenti, facesse sentire la propria voce. Resteremo in vana attesa
. Comunque nel corso della riunione la nostra posizione è stata di rappresentare queste dicotomie.

Attività federative

Incontri tecnici al Comitato Centrale dell’Albo su Formazione, porti e aspetti internazionali; presso il Dipartimento riunione sul tema dei trasporti internazionali. Si è tenuta a livello confederale la riunione per fare il punto sul Sistri nel corso della quale abbiamo potuto ribadire quella che resta la nostra linea; Giovedì partecipazione al convegno sui costi del non fare organizzato dal professor Gilardoni che ha fatto emergere in conclusione un elemento centrale che da tempo, purtroppo da soli, sosteniamo ed è relativo all’incongruenza che ha prodotto la soppressione della Consulta del trasporto e delle logistica; sabato riunione a Milano, indetta dalla associazione milanese e “Noi camionisti” sui temi della sicurezza.

Alla prossima.
Paolo Uggè