
Verifiche sul rispetto dei costi minimi della sicurezza.
8 Novembre 2012
INP12295 – Apprendistato. Agevolazioni contributive.
12 Novembre 2012Settimana dominata dalle attività della federazione senza che il “documento” promesso dalla committenza sulle proposte relative alle evoluzioni riguardanti i costi della sicurezza sia stato portato alla conoscenza delle organizzazioni del trasporto.
Nel dettaglio.
Governo e categoria
Come sopraddetto non abbiamo proposte ufficiali sulle eventuali proposte della committenza. Le voci tuttavia corrono e lasciano trasparire che l’elemento sul quale si fonderebbe la proposta della committenza sia legato a delle liste bianche e nere. Il che può anche avere un senso se però assume un carattere aggiuntivo alle normative in essere. Prevedere una Black list e una White list non pare sia sufficiente. Si deve anche dire chi determina i requisiti e soprattutto come se ne verifica la permanenza e da parte di quali organi.
Oggi esiste un sistema che sta iniziando a funzionare e tutti i segnali che riceviamo lo confermano. Se anziché ricercare gli interventi per renderlo più funzionale, più semplice e più certo si sostituisce con un altro, una cosa è certa: ci troveremo senza strumento di riferimento e le risultanze positive, soprattutto in tema di sicurezza, rapidamente, diverranno di segno opposto.
Si avvicina intanto la data che sembra suscitare molte aspettative del pronunciamento nel merito da parte del Tar. Non sono in grado di formulare delle previsioni anche perché la materia è piuttosto controversa, non solo, per il merito del pronunciamento ma anche per gli aspetti procedurali. Non mi sento di escludere un allungamento dei tempi. Staremo a vedere.
Conftrasporto ha già fatto conoscere la sua posizione che non lascia dubbi. Non è detto debba essere condivisa da tutti. Se non sarà garantito l’intera tenuta del sistema la proclamazione delle iniziative necessarie è una decisione già assunta. Dobbiamo questo alla categoria che ha il diritto di avere contezza di quelle che sono le posizioni delle proprie rappresentanze. Le furbizie ed i silenzi non pagano certo. Nemmeno le azioni che mirano a creare verginità impossibili a rigenerarsi oppure ad indirizzare l’attenzione su temi non centrali per le imprese del settore, possono essere sufficienti a distrarre l’attenzione su ciò che rimane oggi il nodo centrale e decisivo.
Oggi il punto vero sul quale ancorare la politica del trasporto è impegnarsi perchè la nostre imprese possano operare in un mercato sì libero ma all’interno di un quadro di poche e certe regole.
La sicurezza è “motivo imperativo di interesse generale” (definizione giurisprudenza comunitaria) ed intorno ad essa si possono costruire le regole che impediscano distorsioni della concorrenza. Quando si apriranno le porte in modo definitivo al libero cabotaggio, le regole resteranno l’unica e reale garanzia. Anche per tali ragioni la Presidenza si è riservata, qualora si dovessero protrarre ed ingiustificatamente i tempi per le definizione del programma dei controlli da parte delle Autorità come indicate nelle disposizioni di legge, di assumere un iniziativa, a tutela dei principi della sicurezza, nei confronti degli organismi che dovessero omettere atti d’ufficio.
La capacità finanziaria
Non bastava la vicenda dei costi incomprimibili ma una ulteriore favola viene messa in circolazione in questi ultimi tempi: le regole di accesso al mercato, in particolare sulla capacità finanziaria.
La linea di Conftrasporto è sempre stata quella di legare ai principi europei l’esistenza dei requisiti per poter accedere alla professione. Ritengo sia utile richiamare alla memoria di molti smemorati le conseguenze delle scelte del raddoppio delle autorizzazioni.
Le imprese che ne avevano capitalizzato nei bilanci il relativo valore si sono trovate con la voce “attività “ ridotte in modo significativo. Questo ha generato delle conseguenze anche nei rapporti con gli istituti di credito.
Anche allora fu la sola Conftrasporto a sostenere che il processo di liberalizzazione andava guidato se non si voleva impoverire le imprese. Al ministro di turno si unì anche allora il codazzo di chi si occupava dei temi del trasporto con grande disinvoltura, magari essendo più propensi a tutelare gli interessi delle rispettive case madri (chi voleva ampliare l’offerta per ridurre i corrispettivi, chi per poter ampliare la platea degli acquirenti dei veicoli pesanti, chi solo per aumentare gli associati). I risultati sono lì tutti a dimostrare che l’unica conseguenza realizzata è stata l’impoverimento della categoria e la destrutturazione delle imprese.
Oggi si pensa di legare il riconoscimento della garanzia finanziaria alla polizza assicurativa Rca.
La questione sta esplodendo in conseguenza dell’entrata in vigore di norme comunitarie. I rischi non esistono solo da una parte in quanto la questione ha diverse implicazioni. Sembra esistano anche dubbi sulla reale possibilità dell’ipotesi. Riteniamo sbagliato, oltre che strumentale, l’azione che, forse ancora una volta per gli stessi motivi, di chi sta affrontando la questione sotto la pressione della urgenza con demagogia. Noi ce ne stiamo occupando seriamente e denunciamo agli operatori seri la strumentale ed distorcente azione che qualcuno sta mettendo in campo.
Conftrasporto ancora una volta seguirà le decisioni che le proprie imprese assumeranno.
Fino ad allora nessuno è autorizzato a raggiungere patti in accordi riservati. Tutto deve, come per le autorizzazioni, avvenire alla luce del sole. Spiegheremo alla categoria le ragioni delle nostre scelte sia dovessero essere confermate o mutate.
Nessuno si permetta di attribuire alle nostre realtà associative, posizioni la cui definizione non può che appartenere solo alla nostra classe dirigente.
Rinnovo CCNL
Si sono tenute le riunioni sia di parte datoriale che con le rappresentanze dei lavoratori che hanno per ora registrato l’avvio di un confronto che ha visto porre immediatamente la questione del costo del rinnovo. Nelle prossime settimane (il 13 e il 18 dicembre p.v. con le O.O.S.S.) il confronto si potrà sviluppare ulteriormente. Per quanto ci riguarda siamo al tavolo con le migliori intenzioni di trovare le condizioni utili ad entrambe le parti, forti questa volta, della presenza al tavolo delle trattative in modo continuativo ed attivo degli esperti della Confederazione. Sempre più le intese delle parti sociali assegnano ai livelli interconfederali la definizione di aspetti connessi ai temi del mondo del lavoro. Ora noi siamo supportati, non certo nelle scelte politiche che sono sempre delle federazioni, nella gestione contrattuale da chi, come la Confcommercio, nella stipula degli accordi confederali si presenta con un peso decisivo.
Attività federative
Il Consiglio nazionale Fai riunito a Milano nella giornata di lunedì ha dato mandato alla Presidenza di proseguire, d’intesa con le federazioni di Conftrasporto, nelle linee approfondite nel seminario di Bergamo. La Presidenza Conftrasporto, svoltasi mercoledì, ha confermato, per le questioni relative alla politica dei trasporti le scelte effettuate ed affrontato e definito, per taluni aspetti, le questioni legate alla riorganizzazione della Conftrasporto.
Si è svolta anche la Presidenza della Confcommercio ed incontri legati alle attività del Comitato dell’Albo. Domenica a Brescia si terrà la consueta assemblea annuale.
Alla prossima.
Paolo Uggè




