Rimborso Accise 2011
5 Gennaio 2012
NOR12007 – Determinazione dei tassi effettivi globali e dei tassi soglia antiusura per il I trimestre 2012 – D.M. Economia e Finanze del 20 dicembre 2011, pubblicato sulla G.U. n. 300 del 27 dicembre 2011.
9 Gennaio 2012

L’Epifania tutte le feste si porta via. Un antico detto che vuole anche tuttavia significare che la ripresa delle attività ci riproporrà tutti i problemi che, forse per un attimo, condizionati dal clima natalizio, avevamo messo da parte.
Settimana di lavoro basato soprattutto su contatti telefonici sia con i legali che stanno preparando la costituzione, a supporto delle tesi che speriamo vorrà sostenere il ministero a tutela della delibera assunta, sui costi della sicurezza per settori, dall’Osservatorio della Consulta.

La validità delle norme sui costi della sicurezza

Abbiamo letto da qualche parte dichiarazioni che non trovano riscontro dal punto di vista giuridico e, poiché le ritengo parte della grande azione di disinformazione che  Confindustria sta cercando di far passare sui costi della sicurezza, mi pare giusto fornire alcune precisazioni in merito.
Certamente non sono un giurista anche se credo che le esperienze maturate mi consentono di vedere e comprendere sia cosa si stia cercando di fare che quali sono i limiti invalicabili giuridici.

Andiamo per ordine

L’atto impugnato di fronte alla magistratura ordinaria riguarda alcune delibere assunte nel corso delle riunioni dell’Osservatorio, organismo parte della Consulta del trasporto e della logistica che ha natura evidentemente pubblica. La decisione del Tribunale amministrativo quindi può riguardare le eventuali illegittimità presenti nella delibera stessa. Non può assolutamente intervenire su delle norme previste dalla legge. (ad es. l’art. 83 bis della Legge 133/08).
Qui dobbiamo subito esprimere un giudizio negativo nei confronti del comportamento del Governo ed in particolare del ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti che non ha voluto approfittare di una possibilità prevista per la Pubblica Amministrazione di intervenire con azione di autotutela togliendo così l’elemento del conflitto. Se il Tar, smentendosi clamorosamente rispetto al principio sostenuto di recente sul ricorso relativo ai divieti di circolazione dei mezzi pesanti, non riconoscesse più la prevalenza della sicurezza sul profitto economico ma dovesse rendere inefficaci le delibere dell’Osservatorio e qualcuno ne approfittasse per sostenere che nessun obbligo sui costi della sicurezza resta in vigore, la reazione di molti operatori sarebbe incontrollabile. Vale la pena? Eppure ai giudici del Tar, medesima sezione, non sono bastati otto anni per pronunciarsi sulla norma relativa al divieto di utilizzare veicoli eccezionali per il trasporto dei coils. Comprendiamo le esigenze di chi li produce ma l’impatto ricade sui cittadini. Questa volta non passeremo sotto silenzio queste tipo di scelte che sanno molto di opportunità e poco di giustizia.
E’ noto a tutti l’impatto che ha determinato l’articolo 83 bis in termini positivi di sicurezza (gli ultimi dati dimostrano un calo della mortalità sulle strade) tanto che il Parlamento ha proposto un ordine del giorno con il quale ha impegnato l’Esecutivo “a mantenere i costi incomprimibili della sicurezza”. E il Governo ha assunto l’impegno.
Il Ministro sta dunque mettendosi da solo in una situazione dalla quale sarà difficile uscire con le solite frasi fatte sui ricatti delle corporazioni. Noi lottiamo per dare più sicurezza ai cittadini ed ai conducenti dei mezzi pesanti. Non chiediamo risorse come invece certi imprenditori illuminati non rinunciano a fare, pur se delocalizzano i loro sistemi produttivi.
I costi della sicurezza restano in vigore e sono quelli che, per legge, il Ministero competente deve rendere di evidenza pubblica.

Le posizioni dell’Autorità sulla concorrenza

E’ bene chiarire una volta per tutte che le valutazioni espresse dalla competente Autorità non ha negato il valore dei parametri della sicurezza. Ha provato ad introdurre dubbi sulla validità degli accordi anche se esistono chiari pronunciamenti comunitari che: ha escluso dalla direttiva servizi i trasporti; ha espressamente, con sentenze dell’Alta Corte, ribadito la possibilità di derogare ai principi della concorrenza, laddove il principio della sicurezza della collettività è garantito dalla presenza pubblica in modo tale che i pubblici poteri non rinuncino alle loro prerogative. Esattamente ciò che è stato fatto nelle delibere contestate che hanno definito i costi della sicurezza per settori. Anche se qualche dubbio può essere sollevato, si deve avere consapevolezza che dopo l’eventuale annullamento delle delibere, se ne possono assumere altre, purché in linea con quanto disposto dalle sentenze ma sempre in applicazione di leggi che non sono state annullate. Quindi ancora una volta emerge in tutta la sua evidenza la poca opportunità di non intervenire in modo da evitare l’instaurarsi di momenti di tensione. A meno che questo sia il reale obiettivo di chi è al Governo, ma ci sentiamo ancora di eluderlo, non riusciamo a comprendere la cocciuta ostinazione se non come una atto di ossequio nei confronti di coloro che credono di poter avere il predominio sulla politica.

La teoria dell’annullamento dei costi della sicurezza

Invitiamo calorosamente a riflettere su tale aspetto. Esiste un pronunciamento del Ministero, che reca la firma del Sottosegretario alle Infrastrutture, presidente della Consulta, che con chiarezza si pronuncia su quale siano le differenze tra le definizione prezzi e tariffe e i costi. Per la verità non si doveva attendere un pronunciamento così autorevole per avere conferme. Basta leggere come sono definiti i prezzi, che devono ricomprendere i costi, e le tariffe su un buon vocabolario, per averne contezza. Ma, come ricorda in un articolo pubblicato su Il Giornale, Fabrizio Palenzona, uomo che opera nel mondo della finanza l’assenza di regole in ogni settore affossano il mercato sano. Ma non solo: se quanto sostenuto da Confindustria avesse valenza quale sarebbero i motivi per i quali nelle gare per appalti pubblici vengono escluse le “offerte anomale” in quanto non considerano i costi e sono considerate anormalmente basse?
Tutto sembra tendere, a meno di considerare il Parlamento, (che è sovrano, questo non deve essere  dimenticato mai), un’entità inutile e superata dai tecnici, seppur valenti, a dover confermare che il principio della sicurezza e dei suoi costi non possono essere prevaricati da nessun altro interesse. Noi, pur se sempre disposti al confronto, ribadiamo, oggi più che mai, che questo valore non può essere superato. Chiameremo le forze politiche, sindacali, le associazioni delle vittime della strada, i cittadini, al confronto e ne faremo una battaglia di civiltà. Chi ci vuol stare e vuole condividere questi principi siamo pronti.

Attività della federazione

Per sostenere queste nostre convinzioni abbiamo in queste settimane fatto conoscere, attraverso le uscite sul giornale Libero  sia di articoli che di pagine pubblicitarie le nostre ragioni.
Abbiamo affidato ai nostri esperti legali la difesa degli interessi della sicurezza, che qualcuno aveva tentato di far definire utilizzando il periodo natalizio con molta fretta, noi ci saremo. Con noi altre federazioni sono scese in campo ed anche imprese o realtà territoriali, anche a noi non collegate da un rapporto associativo. Abbiamo accolto con grande piacere l’intervento del nostro pass-president Fabrizio Palenzona che su il Giornale ha espresso le Sue opinioni in merito. Lo ringraziamo. Sappiamo di iniziative autonome in varie realtà territoriali. Bene avanti così!
Questa settimana abbiamo lavorato bene. Lavoreremo  ancora ma è necessario che con noi si attivi tutto il territorio. La battaglia non è solo per i costi minimi ma anche per dare una dignità agli operatori di questo mondo che meritano medesima considerazione di altri. Se non si muove il trasporto il Paese si ferma. Speriamo di non essere costretti a dimostrarlo con i fatti.

Paolo Uggè