
La Settimana Sindacale Confederale dal 30 MAGGIO al 3 GIUGNO 2011
1 Giugno 2011
Viabilità Italia – Le condizioni di traffico lungo la rete viaria nazionale
1 Giugno 2011Considerazioni sui costi della sicurezza
Vengo a voi in modo insolito, rispetto alla consuetudine del fine settimana, non solo perché siamo in costanza di un “ponte” che ha ridotto l’attività lavorativa ma in quanto ritengo molto importante commentare e richiamare la vostra attenzione, a quanti fosse sfuggita, sulla pagina pubblicata su Libero di domenica 29 maggio.
Abbiamo molto volentieri ceduto alle associazioni vittime della strada, che si sono fatte portatrici dell’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, della necessità di impegnare i governi a sostenere alcune iniziative che pongano al centro del loro operare iniziative atte a tutelare l’incolumità delle persone. Per Conftrasporto la sicurezza è un must.
Ovviamente abbiamo proposto alle federazioni dell’Unatras di condividere tale manifesto anche per poter inserire, tra gli impegni richiesti al Governo, già per noi imprescindibili in quanto oggetto di due leggi dello Stato, la garanzia dell’applicazione di quanto previsto dall’articolo 83 bis.
La nostra richiesta è stata condivisa da tutte le associazioni che hanno sottoscritto l’appello.
Da oggi, dunque, la domanda di sicurezza anche nelle attività di autotrasporto non è una rivendicazione solo delle nostre associazioni ma anche di tutte le organizzazioni firmatarie l’appello.
Se si leggono con attenzione quali sono le rappresentanze che lo hanno sottoscritto si trova anche la Confindustria e la qualcosa non può che farci piacere.
Si deve confessare che questa condivisione ci ha lasciato positivamente sorpresi. È pur vero che in più occasioni anche la presidente Marcegaglia ha evidenziato la necessità di rispettare le regole della sicurezza; ma è altrettanto vero che, nell’intervento all’assemblea generale di giovedì scorso è stato indicato come esempio negativo: le barriere introdotte nel settore dell’autotrasporto dove si assisterebbe ad una riedizione delle tariffe obbligatorie.
Pensiamo che un po’ di chiarezza sia necessaria. Non crediamo che l’autorizzazione ad apporre la sigla su un manifesto per la sicurezza di una organizzazione importante quale è la Confindustria possa essere data da una persona di scarso peso all’interno del sistema. Per questo ci riesce difficile coniugare due eventi così contradditori. Da un lato si richiede al Governo di garantire l’applicazione dell’articolo 83 bis e dall’altro lo si accusa parlando impropriamente di tariffe obbligatorie.
Il dubbio che non siano stati compresi adeguatamente i dispositivi, approvati dal Parlamento, ci assale, anche perché in molte dichiarazioni il Presidente di Confindustria ha chiesto con forza il rispetto delle regole. E questo lascia trasparire la Sua forte volontà in direzione di un sistema che si sviluppi nella legalità, sul quale noi conveniamo.
Nel dubbio poiché non osiamo pensare che Confindustria abbia così leggermente trattato il tema che tocca tante persone, quello della sicurezza, a fini di pura propaganda, sosterremo, salvo smentita di chi rappresenta l’organizzazione in modo ufficiale, che ora più che mai si deve proseguire lungo la strada intrapresa, forti anche del ritrovato consenso di una realtà così importante. Nessuno quindi può utilizzare come alibi a “non fare” contrarietà, smentite dai fatti. Il Governo del “fare”, dunque, faccia.
Diverso all’atteggiamento chiaro di Confindustria dobbiamo purtroppo segnalare il tentativo non in linea con gli impegni assunti con la sottoscrizione, anche se con riserva, del protocollo di intesa del mese di giugno, da parte della Confetra. Forse non era chiaro quel protocollo ed i suoi contenuti? Oggi che la confederazione degli spedizionieri scopre che i costi della sicurezza sono palesemente violati, mettendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini, ci sentiamo confortati, non per la presa di posizione, ma perché abbiamo conferma che quanto concordato e poi, occorre riconoscerlo, con forza sostenuto dal sottosegretario, sia nella giusta direzione.
Forse qualcuno potrebbe cominciare a pensare, viste le cifre che secondo Confetra sembra siano riconosciute ai vettori, che forse qualcuno si trattiene per il servizio di intermediazione un po’ più del giusto e magari ritenere che, dopo il 12 giugno, entrate in vigore le norme previste dalla legge, sia più opportuno riprendere un confronto diretto tra chi produce e chi trasporta, evitando il costo dell’intermediazione. Noi siamo pronti ai confronti.
Certo che il Governo oggi ha due aspetti nuovi, da considerare dopo la fase elettorale che ha tenuto impegnati gli uomini dell’Esecutivo. La richiesta di Confindustria sull’applicazione dell’articolo 83 bis, e l’ammissione di Confetra che riconosce come vengano corrisposti ai vettori prezzi di trasporto che riescono a mala pena a coprire i costi del gasolio del personale e poco più.
Di fronte a questi fatti nuovi diverrà difficile attribuire all’Autotrasporto velleità corporative se per difendere la sicurezza dei cittadini e la bontà delle disposizioni di legge, sarà costretto ad azioni di protesta, causati da inaccettabili passi indietro da parte del Governo.
Dopo i poco brillanti risultati delle elezioni il Governo, se intende continuare a guidare il Paese per la restante parte della legislatura, deve mantenere quegli impegni che ha assunto in piena libertà e convinzione.
Passi indietro non sarebbero accettati.
Attività della settimana; assunta la delibera sulle riduzioni Inail
È stata data notizia che l’Inail ha assunto la delibera che mantiene per questo anno la riduzione dei premi Inali, come concordato. Dobbiamo riconoscere che il lavoro attento del Sottosegretario per la parte economica è di grande positività per le nostre imprese e volentieri pubblicamente ne diamo riconoscimento. Purtroppo vi è altro.
Si è tenuta la riunione dell’Esecutivo della Consulta nel corso del quale sono state rappresentate le ragioni di contrarietà che, con lettera erano state formalizzate al presidente della Consulta, per aver sottoscritto un protocollo a nome della Stessa, senza averla neppure consultata.
L’Esecutivo ha anche affrontato la richiesta presentata da alcune associazioni per entrare a far parte della Consulta. Il parere dei presenti non è stato in linea con le idee del Presidente.
Non vorremmo che per accontentare qualcuno al Presidente non importi di svilire un organismo che mirava ad essere un punto di riferimento importante per le scelte in tema della politica dei trasporti. Certi comportamenti lascerebbero intendere che si voglia invece utilizzare questo organismo come una strumento solo per amplificare quanto si sta tentando di portare avanti. Se l’obiettivo evidente è quello di individuare nella Consulta, riempita di “amici”, l’interlocutore con il quale discutere i temi della politica dei trasporti, sminuendo il confronto con le organizzazioni di rappresentanza, noi ci opporremo.
Negli ultimi tempi abbiamo preso nota di pareri espressi su temi che toccano le imprese del mondo del trasporto, senza che la Consulta sia stata convocata. Questo non è più accettabile. La Consulta non è una sezione di partito dove si devono precostituire maggioranze di comodo per ratificare ciò che è già stato deciso. In questo modo si deve sapere che si favoriscono le condizioni per annullare gli effetti positivi del confronto che, è bene ricordare, sono sempre state alla base delle evoluzioni dirompenti. Preferiamo lanciare oggi quello che vuole essere l’ultimo avviso a chi, più volte sollecitato, continua imperterrito a voler giocare “allo scavalco”. Chi deve intendere è bene che intenda.
Paolo Uggè


