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5 Marzo 2021

IL PUNTO di Paolo Uggè.

 

Roma, 05 marzo 2021

E’ cambiato l’Esecutivo ma purtroppo il Paese paga le conseguenze delle scelte sbagliate o non fatte nel passato.

Due oggi sono i veri punti di criticità. La situazione finanziario-economica e la questione dei vaccini. Forse sarebbe stato meglio, invece di perdere tempo a discutere sui sottosegretari, si fosse dato vita in tempi rapidi ad una formazione di governo e concentrarsi sulle vere emergenze. Oggi si pagano in tutta evidenza le conseguenze. A soffrire sono ancora una volta i cittadini e le imprese.

Vi è da dire che iniziano ad emergere le responsabilità di chi ha gestito il Paese e non ha saputo trovare le soluzioni vere per fronteggiare la fase pandemica né individuare scelte economiche in sede comunitaria e nazionale necessarie. Il caso che più si evidenzia è la gestione dei vaccini. Qualcuno non condivideva le mie prese di posizioni sulla gestione. Oggi emergono in tutta evidenza che quelle scelte non erano adeguate.

Ecco i perché ci vediamo costretti a subire nuove restrizioni. Chi oggi gestisce il Paese deve fronteggiare le inevitabili evoluzioni negative di chi non ha saputo governare.

Non sono un sostenitore, a prescindere, dell’Esecutivo in carica ma sostengo come sia evidente che oggi riviviamo quanto successo in periodi trascorsi. Un anno è passato dall’inizio del lockdown e la situazione è identica. Ora la speranza è che chi ha la responsabilità di governo faccia tesoro degli errori commessi in precedenza ed eviti di incorrere in altrettante superficialità.

Mi pare di dover constatare che la questione finanziario- economica sta avviandosi verso una prospettiva di cambiamento concreta. Il Presidente del Consiglio è certamente un profondo conoscitore dei meccanismi europei e non è certo un “vanesio cazzetto pieno di piscio”. Occorrerà tuttavia maturare la consapevolezza che, superata la fase critica, le risorse occorrerà restituirle ed il costo graverà su ognuno di noi. Su questo non credo esistano dubbi. Ma pagare per avere risultati è pur sempre un male minore.

Diversa e più preoccupante l’incapacità dimostrata invece sulla questione del vaccino. E’ evidente mentre da noi vi era chi pensava a realizzare le “primule” (costo 3/400 mila euro) in altri Stati pensavano al vaccino come il vero strumento per tutelare la salute del proprio popolo. Le conseguenze di questa superficialità? Chiusure e relative difficoltà per cittadini e imprese. Stiamo rivivendo problematiche che potevano essere mitigate se chi fino a qualche mese fa governava fosse stato capace di salvaguardare il popolo italiano e si fosse impegnato sulla gestione vaccinale. Chi legge il Punto dovrebbe ricordare il mio: “cacciateli via”.

Spero che gli operatori e la gente in generale si rendano conto di quanto siano stati danneggiati e non lo dimentichino. La democrazia si realizza con la partecipazione alle scelte. Sentire certi personaggi, i veri e reali responsabili delle difficoltà oggi esistenti, proporsi come leaders di future formazioni politiche mi fa solo venire da vomitare. Oggi coloro che teorizzavano la “decrescita felice”, che diverrà povertà stabile, si fanno propugnatori delle scelte green per nascondere i loro fallimenti. Cosi sperano di far dimenticare i loro “brillanti successi”. Il green va perseguito come un obiettivo legato alla crescita e non per generare un’economia più povera, tranne per pochi eletti che puntano a divenire gli oligopoli non certo espressioni positive per le libertà ed il benessere di più cittadini possibili.

Questo disgusto e reazione mi deriva dal vedere imprenditori che hanno investito nelle loro attività e tanti cittadini subire le conseguenze (lutti, chiusure di attività, malattie, sospensione di libertà individuali, etc) di comportamenti scellerati.

Nel passato ho avuto modo di evidenziare come la logistica militare presentasse aspetti particolari, rispetto a quella delle merci. Oggi si registra un intervento del solito Crisanti (ancora in circolazione?) che sostiene sia stato un errore l’aver fatto ricorso all’esercito per la gestione logistica. Non passa giorno senza prese di posizione sui media di esperti, virologi, medici, attendiamo anche le fattucchiere, e quelli che leggono i tarocchi. Siamo seri e limitiamo la comunicazione, in questa fase delicatissima, a pochi responsabili parte dell’Esecutivo.

A parte che Roma conquistò il mondo con la logistica militare ma francamente mi sento più tranquillo se la gestione è affidata a chi ha come suo riferimento il bene della Patria piuttosto che a importanti, pur se di elevata professionalità, soggetti appartenenti all’imprenditoria privata che invece, come è logico sia, hanno l’obiettivo, rispettabile ma primario, di produrre utili per il tornaconto economico dei propri azionisti.

Intanto registro con soddisfazione l’intervento del presidente Draghi che ha bloccato forniture di vaccino ad un Paese extra Ue. Ma come? Abbiamo estrema necessità di vaccini e li cediamo ad altri? Autolesionismo e burocrati pietosi oggi è meglio evitarli anche perché come dicevano i nostri pater antenati: salus populi suprema lex esto.

 

05 marzo 2021