Viabilità e maltempo

10 Dicembre 2010

Rinnovo CCNL: siglato un accordo senza l’autotrasporto

10 Dicembre 2010

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10 Dicembre 2010

Rinnovo CCNL: siglato un accordo senza l’autotrasporto

10 Dicembre 2010

Settimana incentrata sul rinnovo del Ccnl che ha visto le rappresentanze delle parti confrontarsi nelle giornate di lunedì e giovedì. Nel dettaglio:

Rinnovo ccnl

La giornata di lunedì ha visto in sede tecnica un confronto, basato sulla verifica del metodo di calcolo per individuare l’incremento da riconoscere, in applicazione degli accordi interconfederali.

La trattativa è ripresa in plenaria nella giornata di giovedì ed ha prodotto, dopo un lungo confronto nel quale le parti si sono misurate, anche con toni aspri al fine di ricercare una possibile soluzione, la rottura. Purtroppo le condizioni per una intesa positiva non si sono determinate e la nottata ha fatto registrare da parte di tutte le federazioni del’autotrasporto, presenti al tavolo, il giudizio di insostenibilità delle proposte delle organizzazioni sindacali. La Confetra e la cooperazione ha ritenuto  di poter proseguire nel confronto che ha portato alla sottoscrizione di una intesa.

Questa prevede un incremento di 122 euro ai quali si aggiungono 12 euro, portando la somma complessiva a 134 euro più l’ tantum di 150 euro. Cifre per noi molito lontane rispetto al mandato ricevuto.

Voglio rimarcare ancora una volta come i tentativi di produrre spaccature nel fronte dell’autotrasporto si siano ripetutamente verificati ma al momento delle valutazioni le posizioni dell’Anita e delle federazioni aderenti all’Unatras sono state comuni. Forse se non vi fosse stato quel brutto episodio che ha visto nelle tornate di trattativa precedenti il rappresentante della Confetra, e portavoce del tavolo, sostituirsi alle organizzazioni dei lavoratori nell’esprimere un giudizio negativo sulle proposte elaborate e presentate dal mondo dell’autotrasporto, si sarebbe ingenerato un clima più utile al raggiungimento di una intesa. Non è che da parte nostra non si riconoscano le specificità e le legittime esigenze delle imprese di spedizione ma chi aveva l’onere di far da portavoce di tutto il tavolo avrebbe dovuto evitare fughe in avanti e ricercare una comune intesa, onde non generare una situazione nella quale le imprese di autotrasporto si trovassero a sostenere costi non sopportabili, alla luce delle condizioni economiche del settore.

Senza voler mettere in dubbio la professionalità di chi è stato portavoce per diverse giornate, credo che una più attenta gestione delle esigenze, presenti al tavolo delle trattative, non avrebbe favorito, il distinguo delle federazioni dell’autotrasporto  prima e successivamente la rottura del tavolo di confronto.

Onde evitare che messaggi non rispondenti alle esatte posizioni rappresentate dall’autotrasporto possano indurre a valutazioni che non tengano conto di quanto successo, riassumo le proposte avanzate e rifiutate dai rappresentanti dei lavoratori.

Innanzitutto è bene chiarire che gli accordi interconfederali non possono e non devono essere considerati un dogma di fede ma elementi sui quali sviluppare il confronto alla ricerca di una intesa. Questa posizione è stata rappresentata, forti del supporto delle confederazioni di riferimento durante le trattative, ma non ha trovato rispondenza nelle organizzazioni dei lavoratori che invece attribuiscono ai contenuti dell’accordo interconfederale un valore da non discutere.

Le proposte delle federazioni dell’autotrasporto sono così riassumibili:

Incremento di 60 euro, da spalmare sugli anni di durata contrattuale secondo  un calendario da definire. Ulteriori  35 euro da riconoscere al termine della scadenza contrattuale per un totale di 95 euro. A questi si aggiungono il costo della polizza sanitaria che interviene a favore dei lavoratori nei momenti di reale necessità con prestazioni interessanti, il cui costo è pari a 10 euro mese, nonché l’istituzione di un ente bilaterale, con un costo che varia da 10 euro per le imprese artigiane a cinque euro per quelle non a dimensione artigiana. Il  totale complessivo ammonta a 110 euro. Questi i termini economici dell’offerta.

Le imprese hanno altresì ipotizzato la riduzione dell’orario di lavoro da 47 a 46 ore settimanali, da compensarsi con la soppressione dei ROL e due festività, pari a 44 ore, da applicarsi ai nuovi assunti. Per il personale in forza invece l’assorbimento sarebbe entrato in vigore con le stesse scadenze, definite per il riconoscimento degli incrementi. Una tantum di 100 euro.       

Le controproposte delle organizzazioni dei lavoratori si sono limitate ad un possibile assorbimento delle sole festività della Pasqua e del IV novembre senza alcun riferimento alle altre giornate. Per la parte economica la proposta prevede una trattativa a partire da 110 euro a crescere. Sulla parte della polizza sanitaria e dell’ente bilaterale questi potranno essere utilizzati per ridurre una parte dell’Una tantum.

In base al mandato ricevuto non esiste alcuna possibilità di accordo. Pertanto mentre per altre componenti presenti al tavolo di trattativa (Confetra e mondo della cooperazione) è stato possibile il  proseguio del confronto; per le federazioni dell’autotrasporto così non è stato.

Ora le organizzazioni dei lavoratori metteranno in atto iniziative sindacali per costringere le federazioni dell’autotrasporto a riprendere le trattative. I giorni che verranno saranno dunque decisivi per valutare gli sviluppi e pertanto si invita tutte le strutture e dirigenti a voler fornire tempestivamente le situazioni che si determineranno sul territorio.

Il contratto resta in vigore quello attuale così come non esistono, a detta degli esperti, obblighi che possano derivare dalla sottoscrizione del contratto da parte delle associazioni che hanno assunto tale scelta

Devo ringraziare i componenti della  delegazione Fai/Conftrasporto che hanno anche subito trattamenti poco ortodossi ed in linea con i comportamenti che devono sempre prescindere dagli attacchi personali.

Questo modo di comportarsi si è ripetuto più volte durante la trattativa ed ha avuto come oggetto delle “cortesi espressioni” sia il presidente dell’Anita Arcese, che coloro che rappresentavano al tavolo la nostra organizzazione. In particolare devo ringraziare il lavoro degli amici Pompilio, Guaraglia, Caviglia consulente della federazione e tutti i dirigenti, dal capo delegazione Gianni Satini agli altri che hanno partecipato ai vari incontri.

Legge di stabilità

Come sarà già a conoscenza di molti il Governo ha mantenuto, nonostante le difficoltà del momento gli stanziamenti sui quali si era impegnato nel protocollo di intesa del giugno scorso. 400 milioni che si aggiungono alle somme strutturali sono stati mantenuti nella legge di  stabilità, nonostante i tentativi che realtà interessate a usufruirne una parte hanno messo in atto.

E’ in corso di discussione e prosegue l’attenta azione di monitoraggio sia per il nuovo calendario dei divieti di circolazione che per l’entrata in vigore delle sanzioni per il sistema Sistri.

A tale riguardo occorre segnalare il pesante intervento che il presidente Sangalli, a nome  di Rete Imprese Italia, e la presidente di Confindustria Marcegaglia hanno effettuato congiuntamente nei confronti del ministro Prestigiacomo per richiedere che l’entrata in vigore del sistema sanzionatorio slitti di un anno.

Attività federazione

Si sono tenute le riunioni previste presso Il Cnel degli esperti nominati dal Presidente della Repubblica e della Commissione trasporti della quale sono vicepresidente. In quest’ultima tra le questioni da affrontare sono state inserite, oltre al Piano della logistica di nuova elaborazione, anche il tema della mobilità urbana e la questione della sicurezza.

La prossima settimana

 La prossima settimana che registrerà le evoluzioni connesse con la decisione di interrompere le trattative per il rinnovo del contratto decisa dal sindacato; vi sarà poi la Consulta, l’Albo e l’assemblea di Rete Imprese Italia; l’assemblea del Cnel e il comitato di presidenza e il consiglio nazionale della Fai.

Alla prossima

Paolo Uggè – Presidente FAI Conftrasporto