DVI11144 – Divieti di circolazione per i mezzi pesanti. Punto della situazione per la giornata di Venerdì 22 Luglio.p.v.

21 Luglio 2011

E’ cambiato il Ministro dei Trasporti

21 Luglio 2011

DVI11144 – Divieti di circolazione per i mezzi pesanti. Punto della situazione per la giornata di Venerdì 22 Luglio.p.v.

21 Luglio 2011

E’ cambiato il Ministro dei Trasporti

21 Luglio 2011

Non ce ne eravamo accorti, o forse la notizia ci è sfuggita, ma il titolare del ministero dei trasporti è cambiato. Altero Matteoli è stato sostituito dal signor Carlo Rienzi, presidente dei Codacons. Una ricostruzione ironica? Leggete quanto accaduto.

Tutti sono a conoscenza che i Codacons sono riusciti ad ottenere dal Tar del Lazio una ordinanza che impone al ministro dei trasporti protempore di modificare il decreto sui divieti di circolazione aumentando i giorni nei quali la circolazione è vietata ai mezzi pesanti.

Abbiamo già commentato le ragioni per le quali, a nostro avviso, i giudici si siano pronunciati in favore del ricorso avanzato dai Codacons.

Sicuramente non è stato fatto loro presente che in Italia le merci viaggiano, e non certo per scelta degli autotrasportatori, prevalentemente su gomma. Così come non deve essere stato loro in modo chiaro documentato che dalle statistiche ufficiali (Istat, Autostrade, Ministeri competenti) risulta che nei giorni nei quali circolano i mezzi pesanti gli incidenti sono numericamente inferiori. Non sono infine sicuramente state fornite sufficienti argomentazioni relative alla necessità, soprattutto per i prodotti ortofrutticoli ed in genere di tutti quelli reperibili , di arrivare, in tempo utile, sui mercati europei, pena la perdita di quote di mercato a favore di medesimi prodotti provenienti da altri Paesi che competono con il nostro.

Tutte argomentazioni che o sono sfuggite oppure  sono state considerate di secondo piano di fronte a quello che deve essere stato considerato (in modo erroneo visto i dati sugli incidenti) invece il vero valore assoluto da assumere a riferimento: la sicurezza dei cittadini. Argomentazione che se non fosse per l’errata valutazione sulle responsabilità dei tir negli incidenti (lo ribadiamo ancora) ci sentiamo di condividere in modo pieno e totale. La sicurezza deve essere un must per tutti.

Ma il principio della sicurezza deve valere anche quando si parla dei costi minimi che aiutano a determinarla attraverso il rispetto delle regole. Eppure un  “mandarino di Stato” ha sostenuto che definendo i parametri della sicurezza si violano le norme della concorrenza.

Almeno si mettano d’accordo tra di loro su una linea comune questi “servitori dello Stato”.

La previsione è facile a farsi : i Tir circoleranno perché le deroghe continuano ad essere in vigore e le polemiche di sempre non mancheranno. Ma forse il vero obiettivo dei ricorrenti era di fare un favore a chi , da tempo chiede di aumentare in prossimità delle festività i divieti di circolazione dei mezzi pesanti: cioè la società autostrade.

Riprendendo l’argomento iniziale occorre subito osservare che il ministro Matteoli non poteva altro che emanare un decreto che assumesse a riferimento l’ordinanza del Tribunale amministrativo, pena la nomina di un commissario ad acta che avrebbe decretato in Sua vece.

Perché allora sosteniamo che il nuovo ministro dei trasporti è il signor Carlo Rienzi? Da fonti del ministero si è appreso che il provvedimento emanato sui divieti altro non sarebbe che il recepimento integrale di quanto il presidente dei Codacons avrebbe comunicato al Ministro sia per i giorni di divieto che per gli orari di entrata in vigore.

A quando la convocazione del rappresentante dei Codacons al Consiglio dei ministri in sostituzione di un ministro ridotto a livello di un semplice esecutore di volontà altrui? Possibile che gli esperti  collaboratori del ministro non abbiano saputo cercare ed individuare una strada che non intaccasse la dignità ed il potere del ministro?

Sovranità  popolare? Primato della politica? Interessi del Paese? Governo del fare? Ma di cosa stiamo parlando?  Il Paese sta evolvendosi verso una fase di non ritorno grazie ad una classe politica dove gli inetti ed i senza balle, scusate la brutalità, stanno prevalendo sugli uomini.

Poveri noi! O subiamo o reagiamo.

La Fai è come sempre pronta a rappresentare gli interessi dei nostri operatori ma se non arrivano diffuse e concrete richieste che dimostrano la voglia di rivendicare il proprio ruolo di imprenditori, a noi non resta che usare l’arma della penna.

Paolo Uggè