
SISTRI – Uggè:” Bene il rinvio, ma ora occorre lavorare”
26 Maggio 2011
La Settimana Sindacale Confederale dal 23 al 27 MAGGIO 2011
27 Maggio 2011Si riportano di seguito il calendario delle attività della settimana nelle quali è stata impegnata la federazione. Nel dettaglio:
Rapporti Governo
La fase elettorale di fatto, anche se Le Camere sono state chiamate a votare le fiducia, ha in qualche modo rallentato le consuete attività.
Non sono mancati i contatti informali e non sono venuti meno gli impegni che erano in programma come l’assemblea del Cnel, gli incontri a livello confederale e il convegno sulla sicurezza indetto dall’Ania e dalla Federtrasporti.
L’occasione ha consentito di fare il punto, con alcuni rappresentanti di organizzazioni presenti, su una questione di grande importanza.La scadenza del 12 giugno, data dopo la quale, ai sensi di legge, entreranno in vigore anche per i contratti scritti, i valori della sicurezza previsti per quelli verbali.
Nessuno vieta dopo il 12 giugno di trovare intese per accordi di settore e quindi non si capisce la fretta di chi governa che, intervenendo direttamente rischia comunque di prendersi le critiche di una delle due parti, visto che sembra oggi improbabile che venga raggiunta un’intesa condivisa. Dopo il 12 giugno la responsabilità del mancato raggiungimento degli accordi peserà sulle parti in causa e il compito di gestire l’intera vicenda sarà molto più semplice.
La decisione delle federazioni che aderiscono all’Unatras è molto netta, anche se la posizione verrà ufficializzata a tempo debito. In caso in cui i costi indicati dovessero essere inferiori, senza che tale decisione venga avvalorata da ragioni tecniche ai costi della sicurezza già in vigore da più di un anno, l’Unatras non esiterebbe ad una immediata proclamazione di fermo che verrà accompagnata da una adeguata campagna di sensibilizzazione su come si faccia prevalere il valore economico su quello della vita e dell’incolumità dei cittadini.
Sostenere come sta facendo qualcuno che i costi minimi stabiliti dal ministero porterebbero ad un incremento del 40% del costo del trasporto, significa solo fare disinformazione o , peggio ancora, ammettere una esplicita di colpa. Poichè il ministero ha calcolato i costi minimi e questi sono in vigore da più di un anno: o sono sbagliati , ed allora si chiedano le dimissioni dei responsabili; o sono invece derivanti effettivamente da costi incomprimibili, ed allora giusto applicarli
La domanda alla quale rispondere quindi è come sia possibile che costi, definiti minimi, della sicurezza abbiano valore solo se in presenza di un rapporto non contrattualizzato per iscritto e non valgano invece in presenza di un contratto scritto.Un mistero che qualcuno a livello politico dovrà saper spiegare.. Forse occorrerà ricordare a questi committenti che non siamo in presenza di tariffe; ma di costi. Quindi superabili solo nei limiti ragionevoli indicati dalla legge.
A tale proposito ha suscitato grande attenzione la pagina pubblicata su Libero di domenica scorsa che poneva alcune riflessioni e domande a coloro che parlano della sicurezza nei convegni.
Sul sito si può scaricare la pagina che invitiamo tutti ad utilizzare. Dobbiamo tutti accompagnare l’azione di evidenziazione, messa in atto sul tema della sicurezza per mantenere i risultati fin qui ottenuti, grazie alle disposizioni che il Parlamento e il Governo consapevolmente hanno introdotto.
Domenica prossima 29 maggio, sempre su Libero, verrà riproposto il tema della sicurezza nel testo che le associazioni vittime della strada ed altre hanno scelto di realizzare.
La pagina verrà accompagnata dalla solita rubrica che affronterà il tema di quanto costi al cittadino la sicurezza.
Invitiamo tutti domenica 29 ad acquistare il quotidiano Libero, senza dimenticarsi di fare azione di diffusione per evidenziare quanto siano condivisi i temi legati alla sicurezza.
Una dimostrazione di quanto sia sentito l’argomento dei costi della sicurezza, a dimostrazione della efficacia delle norme approvate, è venuta dalla relazione della presidente Marcegaglia.
Tra le accuse rivolte al Governo vi è anche quella di aver introdotto nuove barriere attraverso delle tariffe obbligatorie per i servizi e per l’autotrasporto. Non solo il sistema produttivo è stato il vero beneficiario di quanto concesso dai diversi governi nel corso degli anni. (sappiamo tutti che a fronte di riduzione dei costi i committenti si affrettavano a chiedere riduzioni sui prezzi di trasporto) ma ora si lamentano pure se il Governo, per garantire la sicurezza sulle strade, indica dei parametri dei costi incomprimibili. Come si dice da qualche parte del Paese: qualcuno “chiagne e fotte”.
In un comunicato stampa abbiamo risposto alla Presidente spiegando come dalle stesse disposizioni si evince che non si tratta di tariffe obbligatorie. Prevedere diverse norme per coloro che stipulano contratti scritti ne è una evidente prova; altrettanto il fatto che i costi della sicurezza tengano conto di voci strettamente legate alla vezione e non anche di quelle di carattere generale.
Non staremo zitti di fronte alle ministificazioni di chi vuol far passare norme di civiltà come vincoli alla libertà di intraprendere o di operare.
Le prossime settimane saranno un vero banco di prova per il Governo che sarà chiamato di fronte all’opinione pubblica a rispondere se voglia garantire l’incolumità dei cittadini e la sicurezza sulle strade.
Rinviato il Sistri
Un primo risultato è stato ottenuto con l’ennesimo rinvio dell’entrata in vigore del sistema Sistri. Il ministro, nonostante le dichiarazioni, si è visto costretto dal diretto intervento del Presidente del Consiglio a procedere ad un nuovo rinvio.
Comprendiamo la capacità di comunicazione della Confindustria che ha saputo gestire in modo adeguato la diffusione della notizia, come se il merito del rinvio fosse solo della confederazione di via dell’Astronomia. Anche il forte impegno di ReteImpreseItalia e della nostra realtà associativa ha avuto il suo peso. L’annuncio di una azione civile che una nostra associazione territoriale, con il coinvolgimento di imprese interessate unito all’annuncio di eventuali manifestazioni, ha avuto in modo inequivocabile una funzione di stimolo che ha contribuito alla decisione. Ora ci auguriamo che il tempo a disposizione non venga sprecato ma utilizzato invece per correggere le anomalie sull’operatività del sistema. Vi è tuttavia anche una decisione di natura politica che gli operatori del trasporto pretendono: rendere obbligatorio l’utilizzo del Sistri ai trasportatori esteri, anche per non vanificare il raggiungimento di quello che sembra essere l’obiettivo principale del Governo: la lotta alle ecomafie.
Se gli operatori esteri non saranno obbligati all’utilizzo del sistema di tracciabilità diverranno i vettori della malavita organizzata, in quanto incontrollati.
Non credo sia necessario evidenziarlo ma l’impegno con il quale la nostra realtà associativa ha affrontato e continuerà ad affrontare le problematiche del Sistri è la dimostrazione di come solo attraverso delle associazioni che si impegnano a cercare di risolvere i problemi concreti delle imprese si possono fare passi in avanti decisivi.
Non sarà certo con i proclami che piccole associazioni in cerca di visibilità o di giornali che conducono battaglie a prescindere contro la Fai, per ragioni facilmente intuibili, che si daranno risposte agli operatori. Da parte nostra proseguiamo a dare un senso compiuto al nostro slogan che riassume un impegno:
La Fai quella che fa’.
Altre attività
Mercoledì si sono tenute le riunioni dei comitati che hanno affrontato i temi dell’accesso alla professione, del decentramento amministrativo corsi di formazione, pareri e ricorsi. Si è tenuto il primo incontro per esaminare alcune richieste avanzate dal governo svizzero sulle modifiche che si vogliono introdurre sulla tassa di pedaggio. Da questa settimana nel comitato centrale dell’Albo in rappresentanza della Fai è stato nominato, come da decisioni assunte, il segretario Pasquale Russo.
La prossima settimana
Poche le riunioni previste per la prossima settimana. Il mondo politico si troverà ad affrontare le risultanze dei ballottaggi delle elezioni amministrative di città importanti; la celebrazione della festa della Repubblica favorirà poi “ponti” e quindi la chiusura di molti uffici.
Un invito agli operatori delle zone chiamate al ballottaggio. Esaminate i programmi dei candidati e rammentate che sempre più il tema della mobilità nei centri urbani sarà decisivo per la nostra attività. Quindi la scelta tenga conto di quanto saranno importanti le decisioni che in futuro verranno assunte sull’accesso ai centri urbani, sui parcheggi, sull’inquinamento. Quindi domenica andate a votare per scegliere coloro che non pensano a decisioni contro la libertà di circolare; così potrete anche acquistare Libero.
Alla prossima
Paolo Uggè


