Il nostro punto di vista sul rinnovo contrattuale

Rinnovo CCNL: siglato un accordo senza l’autotrasporto

10 Dicembre 2010

Il nostro punto di vista sul rinnovo contrattuale

13 Dicembre 2010

Rinnovo CCNL: siglato un accordo senza l’autotrasporto

10 Dicembre 2010

Il nostro punto di vista sul rinnovo contrattuale

13 Dicembre 2010

Non intendo convincere nessuno con queste considerazioni sulle evoluzioni della vicenda contrattuale. Ritengo tuttavia che, alla luce dei contenuti di volantini e comunicati stampa siano necessarie alcune puntualizzazioni, se non altro per garantire la conoscenza del nostro punto di vista.

Le risultanze della giornata di sciopero, dai dati in nostro possesso, non coincidono certo con i toni squillanti con i quali le rappresentanze dei lavoratori hanno commentato le “altissime adesioni”alle iniziative di acipoero. A noi risulta che nel centro sud e nel Veneto non si è riscontrata alcuna agitazione. In alcune zone del nord, alcune raffinerie, porti i lavoratori di alcune aziende hanno liberamente manifestato il loro dissenso. Altro non esiste, se non nella fantasia di coloro che devono per forza di cose annunciare successi e adesioni alle loro iniziative. Nulla di nuovo; è quello che succede per le manifestazioni nelle piazze. Secondo gli organizzatori  le migliaia diventano centinaia di migliaia e le centinaia di migliaia si moltiplicano in milioni. Oggi chi ha circolato sulle strade ha potuto riscontrare che di altissimo vi è stato il numero di automezzi che circolavano sulle strade.

Ho potuto leggere anche ricostruzioni abbastanza fantasiose di quanto avvenuto nel corso delle trattative e soprattutto rispetto alle offerte presentate dalle federazioni dell’autotrasporto. le riassumo nuovamente sperando di contribuire alla chiarezza.

Gli aumenti proposti, complessivamente ammontano a 110 euro e non a 54 euro o meno ancora. Certo gli incrementi comprendono il costo per l’Ente bilaterale e per la polizza sanitaria che per le imprese, è forse fin troppo ovvio rammentarlo, rappresentano un onere.

Nessuno ricorda che vi è stata anche una proposta relativa all’una tantum.

La riduzione dell’orario di lavoro di un’ora, compensata con l’eliminazione dei ROL, non è altro che l’attuazione di una esigenza per le imprese di recuperare produttività e flessibilità, come è stato sin dall’inizio rappresentato alle organizzazioni dei lavoratori al fine del rinnovo contrattuale.  Quanto proposto prevede che la scambio possa attuarsi anche con  gradualità e con l’incremento delle prestazioni straordinarie, da definirsi negli accordi.

Queste le proposte avanzate.

A fronte di proposte si è detto che i livelli salariali contenuti negli accordi interconfederali siano da considerarsi come intangibili. Altri contratti già conclusi hanno definito valori diversi; quindi non risponde a realtà la tesi sostenuta. Le parti possono trovare intese diverse.

Da ultimo una precisazione sulla rappresentanza. Piaccia o meno alle organizzazioni dei lavoratori. le imprese di autotrasporto si riconoscono in modo prevalente nelle otto associazioni presenti nell’Albo e in Consulta. Coloro che hanno aderito alle richieste  legittime dei sindacati, anche questo bisognerà pur dirlo, rappresentano prevalentemente il mondo della Committenza. Prova ne sia che Confetra ha sottoscritto il protocollo di intesa del mese di giugno con il Governo proprio come controparte delle imprese di autotrasporto.

Diversa la situazione del mondo della cooperazione ed  i sindacati ne sono ben coscienti.

Nessuno può quindi obbligare le imprese aderenti alle federazioni che non hanno sottoscritto il nuovo contratto ad applicarlo. Il tempo, speriamo, consenta una ricomposizione tra le parti ma la condizione è che vi sia una chiarificazione delle rappresentanze.

I rappresentanti dei lavoratori  possono ottenere incrementi salariali dalle imprese  di spedizione e logistica che ritengono adeguati. Altrettanto non possono pretendere che le imprese che operano per i committenti spedizionieri corrispondano i medesimi incrementi. Le differenze delle incidenze delle voci di costo sono evidenti ormai a tutti.

Paolo Uggè