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15 Ottobre 2018La Nota di aggiornamento del DEF 2018 espone, già in Premessa, i tratti innovativi del documento, che sono sia di forma che sostanza.
Nella forma, il contesto politico in atto nella scorsa primavera, al momento della presentazione del DEF 2018, aveva spinto il Governo allora in carica a costruire un documento basato solo su proiezioni tendenziali dell’economia e della finanza pubblica, senza alcuna indicazione sul disegno per il prossimo triennio. Di conseguenza, la Nota di aggiornamento oggi all’esame del Parlamento viene a rappresentare il primo documento programmatico per il 2019 e per gli anni successivi.
Nel merito, la Nota riflette l’intenzione del nuovo Governo di imprimere alla politica economica e alla politica di bilancio un mutamento profondo di strategia, con riflessi non marginali sui livelli dei saldi di bilancio, per i quali la Nota prefigura un futuro riassestamento indotto, soprattutto, dal rilancio della crescita dell’economia.
Ad avviso della Corte, le due novità segnalate avrebbero richiesto un rafforzamento della struttura della Nota, al fine di consentire al Parlamento verifiche più approfondite sulla definizione e sulla quantificazione degli obiettivi programmati.
Sotto questo aspetto, invece, il documento risulta privo di alcune informazioni ed elaborazioni che abitualmente corredano il DEF e che permettono di esprimere un giudizio sull’attendibilità delle proiezioni proposte (in particolare in materia di sostenibilità del debito).
Questa annotazione preliminare – alla quale si unisce quella sul brevissimo intervallo tra la data di diffusione della Nota e quella fissata per le audizioni parlamentari – circoscrive necessariamente l’arco degli argomenti che la Corte affronta con la relazione odierna.



