Confcommercio – Disagio sociale in calo a febbraio – 08/04/2018
9 Aprile 2018Eurostat – Inflazione annuale dell’area dell’euro all’1,4% – 05/04/2018
9 Aprile 2018E-commerce: una parola magica per moltissimi, capace di far avverare il sogno di veder materializzare in breve tempo a casa o in ufficio qualsiasi oggetto dei desideri "trovato" sul computer. E non importa se è stato realizzato a centinaia di chilometri di distanza. Ma, proprio come avviene per le magie, dietro si nasconde un trucco che, una volta scoperto, fa sembrare tutto meno magico. E il sogno quasi un incubo. A svelare i "trucchi" che si nascondono dietro il "sogno e-commerce" è stata Milena Gabanelli, una per la quale il giornalismo è ancora inchiesta, analisi, voglia di far riflettere, che in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera intitolato "Inquinamento da e-commerce" ha mostrato il rovescio della medaglia che, nella sua faccia più bella, ha impressa tutta la comodità di acquistare on line, con 22 milioni di italiani che solo nell'ultimo anno "hanno comprato scarpe, cellulari, frullatori, libri e cibo per cani rimanendo seduti sul divano". Cosa mostra la faccia più nascosta ai più (che forse saranno un po' meno dopo la lettura dell'articolo…)? Un lato oscuro rappresentato da "150 milioni di ordini, che vogliono dire 150 milioni di pacchi spediti, capaci di propagare "veleni" sotto forma di Co2, di pacchi in plastica. Già, perché come sottolinea l'ex conduttrice di Report "se compri un maglione, la commessa lo infila in un sacchetto e te lo porti a casa. Se lo ordini on- line dovrà invece essere impacchettato prima in una busta di plastica e poi riconfezionato dentro una scatola di cartone magari sigillata con delle fascette". Col risultato che le tonnellate di plastica "gettate" nell'ambiente si moltiplicano. … "Vale la pena di fare qualche considerazione sulla ricaduta ambientale di tutti questi pacchi in circolazione", scrive il Corrierone. Conftrasporto sottoscrive. ..



