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2 Ottobre 2017Lo slancio dell’economia Ue proseguirà. Ma esistono ancora rischi al ribasso legati a fattori globali o ai cambi. E visto che «la stabile ripresa» ancora non si traduce in «più convincenti» dinamiche dell’inflazione, è ancora presto, forse, per cambiare rotta. Anche perchè la recente volatilità dell'euro può avere effetti sui prezzi. Non spaventa, invece, un possibile rallentamento della Cina. Perchè, una frenata «non avrebbe sull'Eurozona l'impatto negativo che avrebbe avuto due anni fa».
Insomma, il quadro è positivo, ma «serve ancora un livello molto elevato di accomodamento monetario», per il numero uno della Bce, Mario Draghi, che conferma tutta la sua cautela nell’intervento presso la Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. Le decisioni sul Qe, andranno prese «più avanti quest’anno»; ribadisce Draghi. Dunque l’ultima fotografia sulla crescita. «L’espansione economica è ora stabile e ampia nella zona euro e nei vari settori», dice Draghi. Il Pil reale «è migliore del previsto nella prima metà del 2017, arrivando al 2,3%, anno su anno, nel secondo trimestre». E ancora «l’economia della zona euro ha beneficiato di 17 trimestri consecutivi di crescita, e le ultime informazioni indicano uno slancio che proseguirà nel prossimo periodo».



