AssoDistil – L’estero premia i distillati, export a +1,3% – 25/05/2018

ALB18128 – Oggetto: Pedaggi autostradali. Pubblicazione in gazzetta della delibera del Comitato Centrale relativa alla domanda per le riduzioni 2017.

28 Maggio 2018

BCE – Rapporto sulla convergenza 2018 – 23/05/2018

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Quello della distilleria italiana è un comparto legato alla filiera agricola, alla tradizione, alla qualità ed alla valorizzazione delle materie prime. Ma allo stesso tempo attento alle dinamiche del mondo che lo circonda contribuendo attivamente all’economia circolare ed al contenimento dell’impatto ambientale. Un’eccellenza tutta italiana che pur avendo registrato negli ultimi tempi un calo di fiducia, mantiene inalterati i suoi guadagni, guarda con ottimismo al futuro e mira sempre di più al mercato estero.

Cresce dell'1,3% negli ultimi sei mesi l'export di grappe e distillati secondo la ricerca curata da Format Research per l'Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli ed Acquaviti (AssoDistil).

Il trend, registrato dall'Osservatorio sull'Industria dei Distillati, è dovuto in gran parte al commercio verso il Nord America, amplificato dal progetto finanziato dalla Commissione europea "Hello Grappa!", lanciato da AssoDistil nel 2017. ''Ad oggi – si specifica – circa il 31% del fatturato delle imprese del comparto proviene dai mercati esteri''.

L'Osservatorio fotografa che il settore italiano della distilleria conta 518 aziende operative, di cui 135 distillerie vere e proprie delle quali l'80% sono considerate micro imprese (fino a 9 addetti) e per il 4% si tratta di imprese di medie o grandi dimensioni. Il comparto conta 4.800 occupati di cui meno della metà presso le distillerie pure.

Nel periodo analizzato (ultimo trimestre 2017-primo trimestre 2018), l’Osservatorio evidenzia un calo della fiducia degli operatori del settore, sia per quanto riguarda l’andamento dell’economia italiana in generale che la propria attività. In parte il calo è motivato dal rallentamento della dinamica dei ricavi che, tuttavia, rimangono in campo positivo e comunque al di sopra della media delle imprese italiane.

Questo sentiment, non intacca però la determinazione degli operatori nel continuare a guardare con fiducia al futuro, consolidando la propria capacità finanziaria e aumentando la richiesta di credito (25,5%). In tal senso, a conferma della tenuta del settore, aumentano anche le aziende che ottengono accesso al credito.