MEF – Presentata alla Camera la relazione annuale sulla revisione della spesa – 21/06/2017

27 Giugno 2017

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28 Giugno 2017

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Questa settimana i dati statistici, le considerazioni della BCE, la relazione annuale sulla revisione della spesa (i dati sulla spending review) inducono ad un certo ottimismo sul futuro economico dell’Europa e del nostro Paese, pur rimanendo consapevoli che, nonostante questi dati siano buoni nel loro complesso,  per ciò che riguarda l’Italia, le dinamiche evidenziate sono ancora troppo deboli per permettere “un apprezzabile recupero dei ritardi accumulati che, negli anni di crisi, si sono ampliati sensibilmente": come commenta l'Ufficio Studi di Confcommercio relativamente ai dati diffusi dall'Istat su Pil e occupazione a livello territoriale.

Le stime preliminari dell’Istat indicano che nel 2016 il Prodotto interno lordo, a valori concatenati, ha registrato un aumento in linea con quello nazionale nel Mezzogiorno (+0,9%), lievemente inferiore nel Centro (+0,7%) e nel Nord-ovest (+0,8%) e superiore alla media nazionale nel Nord-est (+1,2%). Le stime preliminari indicano che nel 2016 il Prodotto interno lordo, a valori concatenati, ha registrato un aumento in linea con quello nazionale nel Mezzogiorno (+0,9%), lievemente inferiore nel Centro (+0,7%) e nel Nord-ovest (+0,8%) e superiore alla media nazionale nel Nord-est (+1,2%).

Il Commissario straordinario del Governo per la razionalizzazione e revisione della spesa, Yoram Gutgeld, ha presentato la sua Relazione annuale, alla presenza del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Nel 2017 sono stati risparmi per 30 miliardi sul 2014, questo grazie alla spending review. È un capitale enorme prodotto dalla riduzione delle voci di “uscita” per 3,6 miliardi nel suo primo anno, 18 miliardi nel 2015 e 25 miliardi nel 2016 non cumulabili ai fini dell’indebitamento Pa. Con le misure già adottate è previsto che nel 2018 l’asticella salga a quota 31,5 miliardi. La revisione della spesa ha creato circa due terzi delle risorse messe a disposizione per il conseguimento di tre importanti obiettivi: il risanamento dei conti pubblici con l’indebitamento netto ridotto dal 3%del Pil nel 2013 al 2,4% nel 2016; la riduzione della pressione fiscale che è scesa dal 46,3% nel 2013 al 42,3% nel 2016 al netto degli 80 euro; il finanziamento dei servizi pubblici essenziali, dai 12,7 miliardi per prestazioni previdenziali e assistenziali, alla sanità e ai migranti fino alla sicurezza.

È fiduciosa la BCE che scrive nel Bollettico periodico che la crescita economica "in atto nell’area dell’euro mostra segni di crescente tenuta e si sta diffondendo nei diversi settori e paesi", ricordando come nel primo trimestre dell’anno il Pil dell’area è cresciuto in termini reali dello 0,6% sul periodo precedente, rispetto allo 0,5 dell’ultimo trimestre del 2016". E aggiunge la Bce – gli "indicatori a breve termine, le indagini congiunturali, continuano a segnalare una robusta dinamica espansiva nel prossimo periodo".

Un totale di 7mila imprese, oltre 25mila occupati e un “valore” per il Friuli Venezia Giulia pari a 1,2 miliardi di euro. Questa è la fotografia del turismo regionale mostrata a Trieste alla Stazione Marittima, in occasione dell’assemblea di Confcommercio Fvg e a illustrare il punto di vista delle imprese del settore è stato Pierluigi Ascani, direttore scientifico di Format Research.