Istat – Stima preliminare del Pil – 16/05/2017
22 Maggio 2017Il Presidente Ugg? accolto dal Vice Direttore della Direzione Generale Trasporti della Commissione Europea
23 Maggio 2017“La crisi è alle nostre spalle. … La ripresa in Europa è solida e sempre più ampia”, così ha detto il presidente della Bce Mario Draghi a Tel Aviv dov’era per un dottorato honoris causa. Eppure in Italia il passo che dovrebbe portarci a condizioni economiche e sociali pre-crisi, o almeno migliori, appare decisamente più lento rispetto al resto delle Nazioni del Vecchio Continente.
Il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, intervenuto all'Automotive Dealer Day a Veronafiere, in occasione dell'assemblea pubblica di Federauto ha sostenuto che, "Per rilanciare la ripresa attraverso un'azione immediata ed efficace non occorrono ricette straordinarie”. “Bisogna superare la logica degli interventi spot, ridurre gli sprechi e le inefficienze ancora abbondantemente presenti nella spesa pubblica, abbassare le aliquote dell'Irpef in misura ragionevole e generalizzata, scartare definitivamente qualsiasi ipotesi dell'aumento dell'Iva".
Gli ultimi dati Inps mostrano che il saldo tra nuovi rapporti di lavoro e cessazione resta positivo per 322mila unità nel primo trimestre 2017, ma in larga parte sono contratti a termine. Le assunzioni a tempo indeterminato si sono ridotte nei primi tre mesi del 2017, accentuandosi la tendenza alla precarizzazione del mercato del lavoro italiano dopo la fine della stagione degli incentivi.
Nel Rapporto Annuale 2017 dell’Istat si fornisce una nuova foto della società italiana. È stata presa in esame la situazione professionale, la cittadinanza, il titolo di studio, il numero di membri della famiglia, associando quindi alla componente economica quella culturale e quella socio-demografica. Il risultato è che non si parla più di borghesia e proletariato ma ci sono nove nuovi gruppi distinti in base al reddito equivalente medio: 1) i giovani «blue collar» e 2) le famiglie degli operai in pensione con reddito medio; 3) quindi le famiglie a reddito basso con stranieri, 4) quelle a reddito basso di soli italiani, 5) le famiglie tradizionali della provincia e 6) il gruppo formato da anziane sole e giovani disoccupati; 7) ci sono poi le famiglie benestanti di impiegati, 8) le famiglie con «pensioni d’argento» e infine la classe 9) dirigente. La spesa media per consumo va da un minimo di 1.697 euro per le famiglie a basso reddito con stranieri a un massimo di 3.810 euro per la classe dirigente (la media delle famiglie è 2.499 euro).
Dal Rapporto Istat si apprende anche che aumentano le disuguaglianze non solo tra le professioni ma anche all’interno degli stessi ruoli professionali, aumentando le differenze tra classi sociali e all’interno di esse.
Si sta parlando molto in questi giorni di come porre rimedio al vuoto lasciato dall’abolizione dei voucher, cosa che sta creando anche qualche tensione all’interno della Maggioranza di Governo. La Confcommercio, in una nota, sostiene come sia urgente dare risposte concrete all'esigenza di uno strumento semplice per coprire prestazioni occasionali che non possono essere ricondotte a ordinari rapporti di lavoro. La sola semplificazione del lavoro intermittente, pur decisamente apprezzabile, non sarebbe risolutiva.



