Istat – Produzione industriale – 14/03/2017
20 Marzo 2017
INT17074 – Oggetto: Trasporti internazionali. Graduatoria CEMT 2017. Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
20 Marzo 2017La crisi che ha colpito l’economia negli ultimi è anni è stata particolarmente dura e ancora ne sono evidenti i segni, eppure ci sono imprese che danno buoni segnali, come mostrato mercoledì scorso a Roma presso la Camera dei Deputati durante la presentazione del primo Focus Asseprim, l’osservatorio economico dei servizi professionali all’impresa. Aumenta, secondo il rapporto presentato dal presidente di Format Research Pierluigi Ascani, che ha curato la ricerca per Asseprim, il livello di fiducia con il quale le imprese che offrono servizi professionali guardano all'andamento della propria attività economica con riferimento al futuro del Paese: circa il 70%, infatti, indica un miglioramento o, comunque, un'invarianza della situazione generale dell'economia e dello specifico mercato in cui è inserito se riferito alla seconda parte del 2016.
Una delle notizie più interessanti della settimana trascorsa è quella relativa alla “cancellazione” dei voucher. Anche nell’intenzione di scongiurare il prossimo referendum la Commissione Lavoro della Camera ne ha approvato l'eliminazione totale, votando a favore dell'emendamento che abroga gli articoli 48, 49 e 50 del Jobs Act dedicati al lavoro accessorio. È questo un epilogo della vicenda voucher che ha lasciato scontenti in molti. La Confcommercio, come anche altre associazioni di imprese, ha espresso un giudizio negativo in proposito, parlando di “vicenda dall’esito paradossale” perché con l'eliminazione di questo strumento non possono essere coperte quelle attività occasionali comunque presenti nelle imprese.
Siamo in un periodo storico delicato e, secondo il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, a sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma, il rischio di una paralisi politica in Europa non è mai stato così elevato. Ciò, sottolinea, è ancora più preoccupante nel contesto attuale, in cui le principali sfide esterne – pressioni migratorie, terrorismo, insicurezza geopolitica – sono di natura globale e richiederebbero efficaci risposte comuni innanzitutto a livello europeo.
È in questo contesto che debbono muoversi gli equilibri economici delle nazioni del Vecchio continente, con un euroscetticismo che rischia sempre più di prendere piede, con tutto il suo carico di incertezze che potrebbero scoraggiare la spesa delle famiglie, così importante nell’ottica della ripresa economica.
L’Istat ha registrato a gennaio un incremento congiunturale generalizzato delle vendite al dettaglio. È un segnale davvero positivo, specie nell’ottica di cui sopra, ma che necessita, come sottolinea Confcommercio, di rapide conferme, in quanto si manifesta in un contesto dominato dall'incertezza.
L'Ufficio Studi di Confcomercio ha varato un nuovo strumento economico davvero molto interessante: il Pil Equilibrato. All'indice tradizionale vengono tolti tre "fattori di penalizzazione": inquinamento, povertà, incidenti su strada e lavoro. Il trend su 6 Paesi, considerando un decennio, fino al 2014, mostra "una dinamica" per il Pil equilibrato "migliore" di quella del Pil classico. Per l'Italia risulta "una minore riduzione cumulata" (-4,4% contro -5,7%), con costo pro capite, per una ricchezza "equilibrata", di 520 euro. Il direttore dell'Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, spiega che è solo "un primo tentativo di costruzione del Pil equilibrato". Non viene messo in discussione il Pil tradizionale, ma si pone l'attenzione su variabili che producono effetti non desiderabili e, qui la differenza, poterle monitorare, così da dare indicazioni utili anche a chi deve prendere decisioni sulle politiche economiche e sociali.



