Wef – Competitivit?: dal 43esimo al 44esimo posto – 29/09/2016

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Nel 2015 il nostro paese è sceso dal 43esimo al 44esimo posto nella classifica delle economie più competitive stilata dal World Economic Forum (Wef), venendo superata dalla Russia. La performance del Paese, spiega il Wef, in generale "è migliorata ma in maniera più lenta rispetto a quella degli altri". Non di meno, l'Italia ha toccato il miglior punteggio assoluto e sta piano piano riducendo il gap con le altre principali economie europee, tanto che il livello di competitività ha superato i livelli pre-crisi a differenza di quanto avvenuto per la Francia e la Spagna. 

"Il mercato del lavoro, il settore finanziario e le istituzioni continuano a essere le aree più deboli", prosegue lo studio, "le riforme attuate negli ultimi anni hanno migliorato la percezione dell'etica e della corruzione da parte delle aziende ma la performance del settore pubblico rimane mediocre, con una burocrazia pervasiva e un sistema giudiziario inefficiente".

"Il mercato del lavoro è diventato più efficiente: le pratiche di assunzione e licenziamento sono state rese più flessibili ed è stato fornito uno schema per una determinazione dei salari più flessibile ma perché questa riforma porti pieni benefici occorreranno tempo e relazioni più cooperative tra datore di lavoro e dipendente", osserva il Wef, avvertendo che, però, "nel frattempo l'Italia continua a sprecare il suo talento: nel Sud del Paese solo una donna su tre lavora, mentre la riforma delle pensioni introdotta nel 2012, per quanto necessaria, ha chiuso ulteriormente ai giovani il mercato del lavoro".

Il "punto più debole", secondo il Wef, è però il settore finanziario: "il comparto bancario è carico di sofferenze e alcune istituzioni hanno bisogno di essere ricapitalizzate; i recenti scandali nel credito cooperativo hanno minato ulteriormente la fiducia mentre le questioni di governance, compreso il forte legame con le fondazioni bancarie locali, è stato affrontato solo in parte". Inoltre "l'Italia ha rafforzato la sua posizione economica ma il debito pubblico rimane elevato alla luce della bassa inflazione".

"L'innovazione e la raffinatezza delle imprese restano tra i punti di forza dell'economia italiane", conclude lo studio, sottolineando i "continui miglioramenti" nel campo del digitale.