Mef – Entrate tributarie: 283 miliardi nei primi otto mesi del 2016 (+3,6%) – 07/10/2016

11 Ottobre 2016

NOR16230 – Oggetto: contributi agli investimenti anno 2016. Prime istruzioni sulla presentazione delle domande on line.

11 Ottobre 2016

Mef – Entrate tributarie: 283 miliardi nei primi otto mesi del 2016 (+3,6%) – 07/10/2016

11 Ottobre 2016

NOR16230 – Oggetto: contributi agli investimenti anno 2016. Prime istruzioni sulla presentazione delle domande on line.

11 Ottobre 2016

Appare come un fatto piuttosto evidente che la crisi nel nostro Paese stenti a trasformarsi in ripresa e che questa mostri ancora notevoli difficoltà nell’affermarsi. Un recente studio della Fondazione Di Vittorio sostiene che dall’inizio dal 2007 ai nostri giorni in Italia si siano persi ben oltre il 5% dei posti di lavoro. Si tratta di numeri importanti che non possono non segnare a lungo l’economia di una nazione. 

L’Ocse mostra che in Italia, la proporzione di giovani non occupati e non in istruzione o formazione (Neet) è aumentata considerevolmente durante la 'Grande Recessione'. Prima del 2007 il tasso di Neet in Italia era già alto, attorno al 20%, 4 punti percentuali sopra la media Ocse. Fra il 2007 e il 2014 ha continuato ad aumentare, raggiungendo il 27%, il secondo più alto nell’Ocse dopo la Turchia.

Nell'agosto scorso l'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è salito dello 0,4% sia nei confronti del mese precedente sia su base annua dopo cinque mesi di stagnazione trascinando a un contenuto rialzo anche la media mobile a tre mesi nonostante l'ulteriore deterioramento del clima di fiducia a settembre. Il MIC (Misery index Confcommercio) di agosto 2016, invece, si è attestato su un valore stimato di 18,8 punti, in aumento di un decimo di punto rispetto a luglio. Il contenuto incremento rilevato nell'ultimo mese è imputabile alla componente relativa ai prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto tornati a registrare una variazione positiva dopo sei mesi.

Elementi di fragilità da cui potrebbe derivare un "rischio al ribasso" delle prospettive di crescita preoccupano la Corte dei Conti, ascoltata in Parlamento sulla Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2016. Anche la Banca d’Italia è stata ascoltata in proposito e ha definito l'obiettivo di crescita del 2017 ambizioso. Secondo Luigi Federico Signorini bisognerà puntare sugli investimenti, pubblici e privati, e bisognerà proseguire sulla strada della spending review, giudicata indispensabile.

L'Italia prosegue la sua ripresa a passo ridotto e il prossimo anno accelererà solo marginalmente la sua crescita che toccherà lo 0,9% mentre la disoccupazione calerà ulteriormente di tre decimi di punto all'11,2% della forza lavoro e il calo del rapporto debito/Pil, quasi stabilizzato, non ci sarà nemmeno nel 2017. Lo prevede il Fondo Monetario Internazionale che nel suo World Economic Outlook.