Mef: Dalle convenzioni Consip risparmi per acquisto di beni e servizi anche oltre il 50% – 19/02/2016
22 Febbraio 2016NOTIZIE DAL TERRITORIO: FAI MARCHE
22 Febbraio 2016Ridurre il carico fiscale su imprese e famiglie continua ad essere prioritario per dare slancio alla ripresa in atto infatti “la crescita della pressione fiscale indebolisce il nostro sistema produttivo, già stremato da una crisi durissima", come ha sostenuto il presidente di Confcommercio Sangalli commentando i dati della loro ultima ricerca sulla pressione fiscale dalla quale risulta che le tasse locali sono al massimo storico.
La Corte dei Conti con il discorso del presidente Squittieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha sottolineato l’incapacità dello Stato di aggredire con sufficiente misura e modo i conti della Pubblica amministrazione e la spending review risulta così essere un "parziale insuccesso", anche per la poca conoscenza delle diverse categorie di spesa. Osservazioni respinte dal Tesoro, secondo il quale i provvedimenti di spending hanno consentito di tagliare 25 miliardi di spesa nel triennio 2014-16, di cui 7,2 quest’anno e se le amministrazioni pubbliche per comprare beni e servizi, anziché procedere ciascuna per suo conto passano per la Consip, la centrale unica di acquisti pubblici, possono risparmiare fino al 50%. Così sostiene il ministero dell’Economia, che ha pubblicato la rilevazione annuale, svolta in collaborazione con l’Istat, che certifica la differenza tra i prezzi oggetto di convenzioni Consip su 22 categorie merceologiche e quelli effettivamente pagati da chi invece ha fatto da sé.
Cresce il debito pubblico ma salgono anche le entrate tributarie. Aumenta il debito delle amministrazioni centrali dello Stato mentre diminuisce quello delle amministrazioni locali. Idati provengono dalla Banca d’Italia, che ha reso noto l’incremento del debito pubblico nel 2015, che si è attestato (a fine dicembre) a 2.169,9 miliardi.
L'Ocse rivede al ribasso le sue stime per il Pil italiano per il 2016, prevedendo una crescita all'1%, 0,4 punti percentuali in meno rispetto all'outlook di novembre. Confermata invece la stima di +1,4% per il 2017.
Buone notizie da Tecnoborsa che, con Banca d’Italia, mostra come nel quarto trimestre del 2015 è proseguito il graduale miglioramento del mercato immobiliare e la quota di agenti che segnala un calo dei prezzi di vendita delle abitazioni ha continuato a ridursi, risultando minoritaria per la prima volta dalla primavera del 2011.



