Istat: Prezzi al consumo – 16/03/2016

21 Marzo 2016

ONU: World Happiness Report – 18/03/2016

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Istat: Prezzi al consumo – 16/03/2016

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Da Cernobbio, dove si è svolto il consueto Forum organizzato da Confcommercio e dove sono intervenute alcune fra le più autorevoli personalità della vita politica ed economica del nostro Paese, giungono segnali di un cauto ottimismo. A dare lo slancio sono le stime sulla crescita dei consumi (+1,4% e +1,7%, rispettivamente) e una dinamica sufficientemente sostenuta degli investimenti fissi lordi (+3,0% e +3,7). Ma certamente le cose potrebbero andare davvero meglio se l’Italia fosse maggiormente virtuosa, se tutte le Regioni avessero la burocrazia della Valle d'Aosta, l'indice di legalità del Trentino, l'accessibilità delle infrastrutture del Piemonte e il capitale umano della Lombardia. Poi c’è la questione tasse: il carico fiscale rimane troppo grave per imprese e famiglie e la scommessa che il presidente Sangalli chiede al Governo è un impegno per far si scongiuri che scattino le clausole di salvaguardia. Insomma per il presidente di Confcommercio la partita della crescita è ancora tutta da giocare.

Risale la cassa integrazione: a febbraio 2016 infatti – ha spiegato l'Inps – il numero di ore complessivamente autorizzate è stato pari a 60,2 milioni, in aumento dell'1,9% rispetto allo stesso mese del 2015 (allora furono 59,0 milioni). Sono dati piuttosto preoccupanti che non appartengono certo di un’economia in crescita.

L'Istat conferma che a febbraio l'Italia è tornata in deflazione si registra infatti una diminuzione dei prezzi al consumo dello 0,3% su base annua, il più ampio da oltre un anno, e una riduzione dello 0,2% anche su base mensile.

Il presidente di Confindustria, all'apertura della 40° Mostra Expocomfort, chiede di accelerare le riforme strutturali per rilanciare la crescita e far ripartire i consumi: "Purtroppo la deflazione c'è e finché non ripartiranno i consumi interni è destinata a durare – spiega il presidente Squinzi che aggiunge anche che “le misure adottate da Draghi vanno nella giusta direzione ma la leva finanziaria da sola non è sufficiente”.