Mef: Il Consiglio dei Ministri approva il DEF: cresce il PIL, accelerano gli investimenti, migliora la finanza pubblica – 09/04/2016

Istat: Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle societ? – 05/04/2016

13 Aprile 2016

MONDAY OUTLOOK 11/04/2016

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Nello scenario programmatico il Pil è previsto crescere dell’1,2 percento nel 2016, in linea con lo scenario tendenziale, ma rivisto al ribasso rispetto alla Nota di Aggiornamento del Def 2015. La crescita del pil reale nel 2017-2019 è attesa più elevata, pur tenendo conto di una politica fiscale ancora tesa al raggiungimento del pareggio di bilancio nel medio periodo, ma più focalizzata sulla promozione dell’attività economica e dell’occupazione. In particolare, il PIL reale è previsto in crescita dell’1,4 percento nel 2017, dell’1,5 percento nel 2018 ed infine dell’1,4 percento nel 2019. L'economia dell'Italia, afferma Padoan, "cresce, anzi, la crescita accelera rispetto al 2015, in buona parte trainata dagli effetti delle misure del governo e si accompagna con un continuo miglioramento delle finanze pubbliche in termini di saldo del deficit e del debito".

Deficit/pil. Dopo aver raggiunto nel 2015 l’obiettivo prefissato di riduzione dell’indebitamento netto al 2,6 per cento del Pil, nel 2016 il disavanzo scenderà ulteriormente al 2,3 per cento. Negli anni successivi spazio di bilancio addizionale verrà generato da maggiori entrate e risparmi di spesa. L’effetto congiunto di queste misure assicurerà la riduzione dell’indebitamento netto all’1,8 per cento del PIL nel 2017; negli anni successivi il saldo continuerà a migliorare fino a raggiungere un lieve surplus nel 2019.

Debito. Nel 2015 il rapporto debito/PIL si è sostanzialmente stabilizzato; per il 2016 si prevede una discesa dal 132,7 al 132,4 per cento; per il 2019 si prevede un valore pari al 124,3 per cento. L’inversione della dinamica del debito "è un obiettivo strategico del Governo".

Riforme. L’impatto degli interventi di riforma consiste in un incremento del Pil, rispetto allo scenario di base, pari al 2,2 per cento nel 2020 e al 3,4 per cento nel 2025. Nel lungo periodo l’effetto stimato sul prodotto è pari all’ 8,2 per cento.

Conti pubblici. Il Governo ritiene "inopportuno e controproducente adottare una intonazione più restrittiva di politica di bilancio".