COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL 31 MARZO 2020

Nel torinese, si apprende da notizie di stampa, un giovane di 29 anni non è riuscito a sopportare la delusione di aver perso il posto di lavoro, da poco ottenuto, e si è suicidato. Il motivo sembra essere legato al licenziamento subito in quanto l’azienda ha dovuto cessare la produzione, causa le disposizioni impartite dal decreto sul Coronavirus, che  ne ha provocato la sospensione dell’attività. Una piccola azienda forse senza santi in Paradiso.

 

Una giovane vita sacrificata sull’altare di una gestione che non ha tenuto conto dei bisogni di tante persone fragili. Alcuni esempi che richiedono riflessione. Che senso ha impedire di correre ad una persona da sola? Chi contagia? Perché non sostenere i centri per lo sviluppo della autonomia socio-lavorativa di persone con una storia di disagio psichico e possibili fragilità? Che senso ha non consentire, nel rispetto delle regole e prevedendo adeguate verifiche, l’esercizio a numero programmato, delle attività nelle palestre, purchè senza l’utilizzo di docce o saune? E’ noto al Ministro della Salute l’utilità dell’attività fisica o nessuno glielo ha spiegato? Ho citato questi aspetti che si ricollegano al tragico gesto al quale il ragazzo ha fatto ricorso,  il Signore lo accolga nella Sua misericordia, per mettere in evidenza uno degli aspetti di rilevante importanza per nulla considerato da chi Governa il Paese. I deboli!  

 

Una domanda voglio porre a tutti coloro che in questa vicenda hanno un ruolo e una responsabilità. Chi ha gestito l’emergenza non poteva con una maggior attenzione evitare la “decretite acuta” ed individuare sì misure rigide, prevedendo nel contempo quelle per aiutare le persone in difficoltà? Dal 31 gennaio il tempo c’era. Un po’ di responsabilità per la tragedia che ho preso ad esempio devono sentirla coloro che stanno gestendo l’emergenza, senza tener in considerazione quelle fasce di popolazione più deboli. Certamente l’impresa dove lavorava quel ragazzo non avrà avuto alle spalle una confederazione che ha spinto per tener aperte determinate attività. Quanti “ultimi e deboli” e quante persone ed aziende sono state dimenticate?

 

Altrettanto devo evidenziare come per la gestione delle mascherine, delle protezioni necessarie a tutelare coloro che con il loro lavoro garantiscono al Paese di non fermarsi ed alla gente ed agli ospedali di ricevere i beni di prima necessità, sia stato un disastro. Ebbene quella parte di burocrazia che ha agito per bloccare ha delle responsabilità. Ma non sarebbe giusto scaricare solo su di loro che molte volte sono costretti a doversi districare in una selva di normative che è arduo comprendere. Le colpe vanno ricercate nei politici incapaci che non hanno saputo né prevedere né gestire quello che poi è successo. Non lo dimentichiamo che se siamo riusciti ad introdurre il trasporto merci nelle misure del Governo dobbiamo solo ringraziare la tenacia dell’on.le Paola de Micheli, Ministro dei Trasporti. A noi quello della pochette manco ci pensava!

 

Così come se non avessimo denunciato il disinteresse di una certa committenza che rifiutava, e lo fa ancora in talune realtà, l’utilizzo dei servizi igienici a donne e uomini dell’autotrasporto o l’assurdità di non considerare che sulle autostrade coloro che viaggiano per mantenere vivo il Paese hanno delle necessità di un ristoro, nessuno avrebbe mosso un dito. Insensibilità allo stato puro! Governare è saper dare risposte ai problemi delle persone e non solo a chi detiene i poteri finanziari. Pensare agli “ultimi” è un dovere di chi guida una Comunità.

 

In questi giorni di tragedia, ne ho già accennato ma ritengo utile richiamare la questione in quanto è ancora una dimostrazione di inadeguatezza, è venuto a galla un’altra bufala spesso agitata da uomini di Governo e da taluni primi cittadini . E’ il tema dell’inquinamento. Giusto argomento! Ma per superficialità, e sono generoso, si è sbagliato obiettivo. Con una prosopopea inaudita si è individuato nella mobilità (persone e merci) i maggiori responsabili dei fattori inquinanti. Ebbene in queste giornate nelle quali le autovetture ed i mezzi che trasportano merci sono stati praticamente assenti, i livelli di inquinamento a Milano, Roma ed altre città hanno sforato i limiti indicati come nocivi per la salute dell’uomo. Questo dimostra come alcune decisioni politiche vengono assunte avendo altri obiettivi. Demagogia politica, interessi di parte, incapacità. Decidete voi. Il fatto resta. I valori dell’inquinamento sono stai elevati pur in assenza di mezzi in circolazione già da diversi giorni. Prendiamone nota perché ritorneranno!

 

In chiusura ribadisco come l’azione della nostra realtà associativa sia sempre improntata a valori ben netti e precisi.  Non condividiamo alcune azioni che sono state messe in campo da chi, non tenendo in alcuna considerazione gli impegni assunti, ha provato a mettere in difficoltà il popolo sardo, già penalizzato nei collegamenti con il Continente.  I servizi di pubblica utilità devono rispettare gli interessi della collettività. Proprio come stanno facendo le camioniste ed i camionisti in questo periodo, rischiando di persona. Noi nel passato abbiamo organizzato proteste ma avevano come obiettivo l’ottenimento di regole per una maggior sicurezza ai cittadini. Non abbiamo esitato a metterci contro manifestazioni strumentali organizzate da una pseudo rappresentanza orientata alla protesta fine a sé stessa. A questo ci atterremo sempre. Riconosciamo quelli che per noi sono meriti e critichiamo con spirito costruttivo quelli che sono decisioni, per noi, errate.

 

Ecco perché in questa vicenda non abbiamo timore di schierarci dalla parte che riteniamo giusta. L’interesse generale.

 

Noi siamo la Fai/Conftrasporto.

 

Paolo Uggè

31 marzo 2020

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