LA SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE TORNI AL CENTRO DELL’AGENDA DEL GOVERNO

E’ stata indubbiamente una estate dannatamente difficile sotto il profilo della sicurezza della circolazione lungo le strade italiane.


L’incidente sul nodo autostradale bolognese, i fatti di Genova, l’incidente in galleria lungo la A14 nel tratto marchigiano, eventi eclatanti che si innestano in un quadro più ampio di generale aumento della incidentalità, in forte controtendenza rispetto al passato. 


Obbligo morale delle istituzioni è adoperarsi per tentare di arginare il fenomeno.


Dove agire? Indistintamente sui tre fattori di rischio che incidono sulla sicurezza della circolazione, il guidatore, il veicolo, l’infrastruttura, attuando quegli interventi normativi che da subito potrebbero dare un primo contributo determinante.


Si dovrebbe, quindi, agire inasprendo le sanzioni già previste sull’uso improprio ed indiscriminato alla guida dello smartphone, che a detta delle ultime analisi della Polizia Stradale rappresenta l’elemento “nuovo” con una forte incidenza sull’incidentalità.


Ed ancora, nello specifico dell’autotrasporto, veicoli pesanti efficienti necessitano di una costante attività di controllo sui mezzi su strada e presso le motorizzazioni civili (revisione): entrambe vanno potenziate, la prima dotando il Ministero delle Infrastrutture e la Polizia Stradale di maggiori risorse dedicate (potenziamento dei centri mobili di revisione), la seconda attraverso un ripensamento dell’attività di revisione presso gli uffici periferici della MCTC. Appare, infatti, oramai non più procrastinabile attuare una esternalizzazione dell’attività di revisione presso officine accreditate, pur nel rispetto della competenza e della responsabilità ultima del Ministero. Ciò si può fare attraverso una modifica urgente del Codice della Strada.


Infine, non possiamo non rimarcare come la rete infrastrutturale italiana sia stata realizzata decenni fa (di fatto “vecchia”) e per di più progettata per sostenere carichi di traffico assai minori rispetto a quelli odierni. Per tutelare la rete (in particolare le opere d’arte, ponti, viadotti, ecc.) e, quindi, la circolazione occorre garantire ai gestori stradali (pubblici) risorse adeguate per operare un monitoraggio diffuso delle singole infrastrutture e una manutenzione ordinaria e straordinaria adeguata - o il rifacimento dell’opera, qualora necessario - volta ad allungare la vita utile dell’opera in funzione dei nuovi traffici.


Il Governo sia, quindi, il protagonista di una grande campagna di riqualificazione pluriennale della rete viaria e nel contempo, da subito, elimini quelle distorsioni normative che contribuiscono ad acuire il problema. In particolare si reintroduca in modo estensivo la norma che impone la presenza di un pezzo unico ed indivisibile per determinare l’eccezionalità del trasporto, riducendo al necessario la circolazione dei mezzi eccezionali che contribuiscono in modo determinante all’ammaloramento precoce dell’infrastruttura.


Ciò detto, il Governo ha la possibilità agendo tramite un provvedimento di urgenza di dare una prima risposta immediata alle esigenze di sicurezza della circolazione; modifiche precise al codice della strada volte all’inasprimento delle sanzioni sull’utilizzo errato dello smartphone, al potenziamento del sistema delle revisioni, a ricondurre il trasporto eccezionale ai soli casi veri di eccezionalità.


E’ una occasione ed una responsabilità a cui il Governo non deve e non può sottrarsi, ne va della sicurezza dei cittadini.


P.S.
Parlando di sicurezza non posso non manifestare la mia perplessità sulla recente richiesta fatta da alcune Associazioni di autotrasporto di “sospendere l'uso del cronotachigrafo per i veicoli industriali che operano nell'area di Genova”. Fatta salva la “incoerenza” con i dettami normativi, la proposta appare completamente in contrasto con una linea generale di tutela della circolazione che il Settore ha fatto sua e, sinceramente, di poco credibile attuazione perché non troverebbe nessuna possibilità di essere sostenuta dalle istituzioni preposte che non consentirebbero di derogare ai tempi di guida e riposo previsti. Alternativamente ed in modo più credibile si promuova una iniziativa comune nei confronti del Governo affinché provveda a compensare le aziende di autotrasporto del danno che la emergenza genovese sta procurando.
 

03 settembre 2018

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